I CENTRI DI
SERVIZIO
Il gruppo di lavoro sui Centri di servizio al
volontariato ha approfonditamente discusso di questa fase di avvio dei
Centri, a partire da quanto già sull’argomento era stato sintetizzato
nel documento preparatorio alla conferenza. Il gruppo ha condiviso quanto
scritto nel documento e da lì è partito nella sua discussione per
approfondire e precisare quanto già scritto.
Si è così precisato che opportunamente dal
documento si poteva rilevare quanti Centri siano essenziali non solo per
gli scopi che sono ad essi assegnati dalla legge 266 (diffusione della
cultura della solidarietà e promozione del volontariato, qualificazione
del volontariato) e che così efficacemente la Corte Costituzionale ha
ribadito le proprie sentenze sull’argomento.
Nel documento cioè si sottolinea quanto possa
essere importante la funzione dei Centri affinchè il volontariato sia
all’altezza delle sfide che si trova di fronte, particolare in relazione
alla necessità di essere protagonista attivo del rinnovamento dello Stato
sociale nel nostro Paese.
Importanza del resto rilevata praticamente in tutti
i gruppi di lavoro della Conferenza Nazionale, al fine di dare i necessari
strumenti al volontariato.
Il gruppo ha sottolineato le seguenti esigenze e
preoccupazioni :
1 – Da più parti in questi anni di faticoso avvio
dei centri è stato messo in discussione l’accantonamento di 1/15 dei
proventi delle fondazioni bancarie a favore dei Centri. Soprattutto ciò
è stato fatto da alcuni esponenti e dirigenti delle fondazioni. Il gruppo
rilevando anche la positiva esperienza di collaborazione con le fondazioni
bancarie ha ricordato le tre sentenze della Corte Costituzionale che hanno
già ribadito la liceità di quel prelievo e del meccanismo di istituzione
e ha ribadito l’opportunità e la necessità di un finanziamento
adeguato ai Centri. Ciò non fa venir meno la necessità di reperire altri
fondi (fondo sociale europeo, contributi da privati, convenzioni con Enti
locali e ecc.) ma è essenziale assicurare risorse certe per l’attività
di base dei Centri, attività senza la quale è praticamente impossibile
intercettare altre risorse. Inoltre ha sottolineato la necessità che si
vada alla costituzione di un fondo di solidarietà con quelle regioni che
hanno scarsissima dotazione di fondi. In particolare poi si è anche
rilevata l’utilità di gemellaggi di mutuo aiuto tra Centri di servizio
delle regioni dove essi si sono avviati da tempo e soprattutto le regioni
meridionali dove l’istituzione dei Centri di Servizio delle è in
ritardo in particolare a causa di inerzie burocratiche delle
amministrazioni regionali competenti.
Il gruppo inoltre si è detto molto preoccupato per
le pressioni e i tentativi di abolire l’1/15 nella discussione avvenuta
in Parlamento sulla legge di riordino delle fondazioni bancarie. La
formulazione infine trovata da parte del Parlamento, dopo ripetuti
interventi del volontariato richiama troppo genericamente a
quell’obbligo di legge e affida al Governo nei decreti legislativi che
dovranno essere emanati precise responsabilità.
Nel testo approvato non si fa riferimento
precisamente all’1/15 e la precisazione è rimandata ai decreti, quindi
il Governo non deve in questo senso deludere le aspettative del
volontariato.
Il gruppo ha comunque espresso preoccupazione sui
14/15 rimanenti perché il testo approvato dal Senato con l’introduzione
dello "sviluppo economico" tra i fini delle fondazioni bancarie
può portare allo svuotamento degli impegni nel campo della solidarietà
2 - Il gruppo ha poi ribadito la necessità di
andare al più presto all’istituzione dei Centri nelle sette regioni che
non hanno ancora provveduto. Anche se ha rilevato l’importanza del
lavoro sinora svolto e dei risultati conseguiti. Non era affatto scontato
che un meccanismo così complesso che affida al volontariato stesso in
collaborazione con istituzioni e fondazioni l’avvio dei Centri riuscisse
a partire in 12 regioni italiane nelle quali risiedono i 2/3 della
popolazione italiana. E’ quindi già un grande risultato che in tutte
queste regioni si siano formati Centri diretti in genere unitariamente dal
volontariato.
3 - Si è inoltre espressa preoccupazione per le
lentezze nel rinnovo dei Comitati gestione dei fondi decaduti. Su 16
regioni il rinnovo è stato fatto tempestivamente solo in 5. Se ciò non
avviene in tempi ragionevoli è messo in pericolo il finanziamento ai
centri e la continuità del loro lavoro.
4 - Infine il gruppo ha sottolineato la necessità
di rafforzare le forme di coordinamento tra i Centri a livello regionale e
nazionale già avviate. Anche al fine di rendere più organici la
collaborazione e il confronto con i Comitati di gestione, le regioni, e
gli enti locali.
BACK