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LA FORMAZIONE

Sintesi del gruppo di lavoro

Dare alla formazione la sua giusta collocazione all’interno del volontariato significa, da una parte non sottovalutare il momento fondante innovativo della pratica volontaria e, dall’altra, non sovraccaricare la formazione di compiti e di aspettative che possono trovare in altre sedi la dimensione problematica e l’eventuale soluzione.
La formazione è lo strumento che il volontario utilizza per formare donne e uomini solidali per una cittadinanza attiva, libera e liberata. Con un espressione sintetica chiediamo alla formazione di rendere il volontariato capace di :

Abitare il proprio territorio, per cercare diritti di cittadinanza la dove si vive
Abitare il tempo, per evitare sterili nostalgie e pericolose fughe nelle sole mode
Abitare la politica, per dare ai bisogni il volto dei diritti

Le proposte concrete che vogliamo presentare al termine del nostro lavoro seminariale sono le seguenti :

1 – Costruire attraverso il coinvolgimento diretto dei diversi volontariati una carta etica del volontariato in cui ci si possa riconoscere. Questo significa identificare il proprio essere, la propria attività e i servizi sul parametro della dignità umana e declinare la centralità della persona e dell’ambiente in itinerari vincolanti per le proprie realtà e attività. Significa costruire insieme uno strumento che dia riferimenti chiari, leggibili dall’esterno e perciò capaci di far percepire la storia e la dignità del volontariato. Significa identificare e dare evidenza alle specificità del volontariato ricavate dalla sua storia più che centenaria.

2 - Concertare strategie operative tra forze diverse perché l’educare alla cittadinanza coinvolga agenzie educative differenti senza deleghe e senza reciproche strumentalizzazioni. Più concretamente per il mondo della scuola e del volontariato ciò può significare la ricerca congiunta di obiettivi culturali e percorsi operativi di formazione e di crescita alla cittadinanza solidale. Volontariato, Ministero Affari sociali, Ministero Pubblica Istruzione possono concertare indirizzi, percorsi, strategie e strumenti concreti perché questi obiettivi possano realizzarsi con dignità culturale e nel rispetto delle diverse competenze.
Concretamente, ciò significa facilitare gli accessi a banche dati, biblioteche, stage e tirocini formativi in ambiti sociali con il riconoscimento di crediti formativi.
Chiediamo al governo italiano di sostenere queste tesi anche in ambito europeo, rinforzando nel contempo, il progetto di Servizio Volontariato Europeo.

3 - Servizio civile per tutti donne e uomini, capace di proporre solidarietà senza il vincolo dell’obbligatorietà. Concretamente vuol dire giungere all’approvazione della proposta di legge sul servizio civile per tutti. Significa far sì che sia attuata la nuova normativa sull’obiezione di coscienza

4 - Chiedere al Governo e all’amministrazione centrale di richiamare con forza e con strumenti correttivi le amministrazioni locali negligenti e inadempienti rispetto alle normative che afferiscono ai volontariati (centri di servizio, comitati di gestione, osservatori regionali). Con queste ultime indicazioni il percorso della formazione assume anche la precisa configurazione dell’educazione alla legalità, intesa nell’accezione onnicomprensiva che include anche la capacità di soluzione positiva dei conflitti.

5 - Non solo formazione per i volontari, ma anche per tutti quelli che sono tenuti ai margini dei processi sociali. Per questo è necessario utilizzare i fondi strutturali europei per prefigurarsi e attivare la promozione di quanti vivono il fenomeno dell’emarginazione, dimostrando che è possibile passare da oggetti dell’esclusione sociale a soggetti attivi della nostra comunità.

6 - L’ampliamento dei confini, non solo geografici, ci porta a considerare la necessità di costruire percorsi di formazione specifici rispetto al rapporto di Nord e Sud del mondo. L’investimento nelle strategie che consentano la riduzione della forbice esistente e condizionante il nostro presente e il nostro futuro sono un ulteriore banco di prova del volontariato. Una reale presa in carico del problema significa chiedere con forza al nostro e agli altri governi dell’occidente, la riduzione o la totale cancellazione dei debiti che i paesi del Sud del Mondo hanno nei confronti del ricco Nord.

 

 

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