LE FORME ORGANIZZATIVE
1) Il gruppo ha verificato lesistenza di forme
organizzative diversificate che vanno riconosciute nella loro
specificità, senza pretendere di ricondurle ad un modello
omogeneo ritenuto ideale. La fase attuale è caratterizzata dalla
sperimentazione di nuove formule organizzative più adeguate alla
complessità delle funzioni assunte dal volontariato. Si
producono così veri e propri laboratori, la cui ricchezza
elaborativa va osservata, tutelata e diffusa nei suoi risultati
più significativi.
Una prima proposta emersa riguarda lutilizzo dei
registri regionali del volontariato non solo come adempimento al
dispositivo previsto dalla Legge 266, ma anche come
"diffusori2 di informazione al Volontariato stesso , ance
tramite lutilizzo delle tecnologie informatiche. Parimenti
ai Centri di servizio viene raccomandato il monitoraggio e la
diffusione delle nuove pratiche organizzative, anche quando esse
superano lambito di tradizionale azione del volontariato o
travalicano le forme organizzative previste dalla L 266.
2) Al volontariato vengono attribuite progressivamente
funzioni "leggere", che non comportano competenza
(compiti di cura, funzioni di ascolto, promozioni di diritti
ecc.) . Cresce parallelamente la domanda di rendicontazione e di
trasparenza che richiede, soprattutto per le organizzazioni più
piccole, il ricorso a professionalità (fiscali, contabili,
amministrative) ancora difficilmente individuabili.
3) Si osservano le seguenti tendenze :
a) Un processo di burocratizzazione spesso connesso al contato
con lamministrazione pubblica e alla stipula di
convenzioni.
b) La graduale professionalizzazione di parte del volontariato in
forme tuttavia spesso poco riconosciute e variabili a seconda dei
contesti regionali.
c) Una crisi della democraticità interna al di là di quanto
previsto negli statuti e nei regolamenti, connessa
allesigenza di operare un controllo più stretto e più
efficiente sulle attività svolte.
d) Una graduale devolontarizzazione delle organizzazioni dovuta a
crisi di motivazione e sovraccarico
e) Una esigenza crescente di reperire risorse finanziarie
aggiuntive per sostenere la crescita dimensionale in un contesto
segnato da crescenti limiti di disponibilità finanziaria
pubblica.
4) Lanalisi di queste tendenze ha condotto
allelaborazione di alcune proposte generali.
a) Omogeineizzazione ed espansione delle tipologie
organizzative previste dalla L 266 nella direzione di un più
chiaro riconoscimento delle forme organizzative miste, che
prevedono cioè la compresenza di volontari e di pesonale
retribuito in una posizione non necessariamente sussidiaria.
La prevalente composizione pura delle organizzazioni di
volontariato (composte per l88% soltanto da volontari)
risponde solo in parte a impostazioni culturali, ma anche risente
del dettato regolativo posto dalla L 266 quando riconosce
soltanto le organizzazioni con prevalente apporto di volontari.
Questa normativa risulta spesso aggirata per poter far fronte a
esigenze di intervento efficace ed efficiente, divenuto ancora
più pressanti in un contesto di welfare sempre più competitivo
e pluralistico :
-
assunzione di personale retribuito non associato
allorganizzazione (prevista dalla L 266)
-
retribuzioni fittizie a volontari sotto forma di
rimborsi spese
-
normative regionali applicative della L 266
interpretate in modo elastico sino ad includere
organizzazioni fortemente professionalizzate.
Si richiede quindi la predisposizione di un quadro
regolativo più omogeneo, più chiaro, che vada nella direzione
di consentire la semiprofessionalizzazione delle organizzazioni
senza che ciò necessariamente implichi la perdita dei requisiti
necessari per avere riconosciuto lo status di volontariato. Ciò
non significa impedire lesistenza di forme organizzative
pure, ma solo consentire levoluzione di alcune
organizzazioni senza che ciò necessariamente implichi per loro
un drammatico cambiamento di identità.
b) E emersa lesigenza di trovare nuove
forme di incentivazione dei volontari, fondate sul riconoscimento
del valore professionalizzante che tale attività può assumere
in determinate condizioni : si potrebbero istituire forme di
apprendistato certificabili per attività di volontariato che
presentino precise caratteristiche professionalizzanti.
c) Un elemento importante di consolidamento
organizzativo è la valorizzazione delle strutture di
coordinamento di secondo livello che può essere perseguita
attraverso la creazione di un elenco nazionale e la loro stabile
inclusione nelle procedure di consultazione e di concertazione
previste nella programmazione a livello intermedio.
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