QUALITA DEI SERVIZI
Relazione del gruppo di lavoro
Il gruppo di lavoro "qualità dei servizi" è
risultato composto da un buon numero di partecipanti (circa 100).
Il tema è stato ampiamente dibattuto dopo una chiara
introduzione dellAssessore Regionale dellUmbria
Marina Sereni, dopo una relazione della Dottoressa Paola Piva,
responsabile del Progetto qualità sociale presso il Ministero
Affari sociali.
La premessa condivisa è che la qualità, seppur faticosa, va
perseguita attraverso un continuo processo di miglioramento.
Infatti può dirsi che la qualità sia un traguardo dinamico,
peraltro non limitato da schemi precostituiti. Sarebbe incoerente
parlare di solidarietà ed essere poco efficaci.
OBIETTIVI PER LA QUALITA
Poichè il volontariato deve operare sostanzialmente in due
grandi direzioni:
- larea dei bisogni di relazione, assicurando
servizi "leggeri" quali laccompagnamento, la
compagnia, il sostegno morale e di senso basati sulla
centralità della persona:
- il controllo dei servizi gestiti professionalmente da terzi
con personale retribuito e in modo continuativo, lo stimolo
al loro miglioramento e la difesa dei diritti dei loro utenti
La qualità dovrà realizzarsi e misurarsi nel senso di un
adeguamento dinamico alla realtà dei bisogni emergenti attuando
sempre meglio le funzione proprie del volontariato prima
ricordate.
GLI ELEMENTI DELLA QUALITA
Gli aspetti essenziali della qualità sono :
- capacità delloperatore di relazione con il cittadino
nella prospettiva di promuovere lautonomia (condivisione,
empatia, discrezione, rispetto, competenza ecc)
- caratteristiche della organizzazione (partecipazione ai
processi decisionali, flessibilità, trasparenza ecc.)
- partnership operativa ed integrazione a rete tra i diversi
soggetti di welfare e tra le diverse organizzazioni di
volontariato, con particolare riferimento ai "partenariati
nei settori di attività"
STRUMENTI PER LA QUALITA
Poiché la qualità è un processo dinamico, anche gli
strumenti da utilizzare dovranno essere costantemente adeguati.
Allo stato attuale, peraltro, alcuni di essi possono essere così
individuati
Formazione
di base, per lidentità del volontario permanente, per
il livello dellazione dei quadri, per il livello
organizzativo
Cooperazione tra volontariati
Ladesione a organismi di coordinamento e luso dei
Centri di servizio può consentire il confronto costante e quindi
ladozione di buone pratiche che consentono di migliorare
lefficacia dellintervento
Regole pubbliche, tra cui
Coordinamento tra sociale e sanitario, ottiche di
riferimento allambiente e alla cultura
Definizione degli standard regionali e loro omogenizzazione a
livello nazionale
Verifica dei requisiti di legittimità nelle iscrizioni agli
Albi regionali
Iscrizioni negli albi delle Associazioni di coordinamento del
volontariato
Autoregolamentazione
Occorre creare una cultura in grado di produrre elemnti di
autoregolamentazione al fine di evitare comportamenti
opportunistici e mantenere la motivazione e la partecipazione dei
volontari (gestione delle risorse umane).
In proposito sono stati riferiti numerosi esempi di
"carte" tese a determinare comportamenti comuni nei
confronti delle convenzioni, elementi per garantire la
democraticità interna, regole per la formazione dei volontari,
capacità di aggiornamento.
A tal fine si propone, sulla base delle esperienze delle
associazioni di volontariato, di sperimentare, servendosi anche
dei Centri di servizio, la capacità di individuare "indici
di qualità" e comportamenti condivisi adottati dalle
associazioni.
LOsservatorio nazionale dovrebbe coordinare e
raccogliere queste indicazioni portandole a sintesi unitarie, in
collaborazione con il progetto Qualità sociale del Dipartimento
Affari sociali.
COME CONTROLLARE LA QUALITA
Qualora il volontario fornisca servizi in convenzione con
lEnte pubblico a fronte di rimborsi spese, esso diventa
oggetto di controlli, che debbono, però, essere frutto di una
comune determinazione delle modalità di giudizio, evitando
perciò valutazioni a senso unico.
Nel caso, invece, di un volontariato che operi come
"difensore" dei cittadini utenti, occorre che esso sia
dotato di competenze tecniche (conoscenze delle leggi,
regolamenti ecc) per un più preciso raggiungimento degli
obiettivi.
Diventa, in questa prospettiva, cruciale operare a tutela
degli utenti, specie nel caso in cui questi non siano in grado,
per loro incapacità psichica o fisica di valutare la qualità
dei servizi loro offerti e quindi esprimere o meno il loro
gradimento.
BACK