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Gruppo di lavoro: I VOLONTARIATI

 

Affrontare il tema dei volontariati significa riconoscere che si tratta di un mondo che è diventato estremamente complesso. In particolare il Gruppo di lavoro ha messo in evidenza due fattori di novità degli ultimi tempi. Il primo è dato dal significativo aumento di organizzazioni di volontariato che, oltre al tradizionale campo socio-assistenziale, che si muovono nei vari settori della cultura, della tutela dell’ambiente, della valorizzazione delle tradizioni popolari, della tutela dei beni culturali, della difesa dei diritti della persona, etc. Il secondo è dato dal diffondersi di presenze di volontari che operano all’interno di varie realtà del mondo del non-profit.

Da molti si è sottolineato che il termine "volontariati" non aiuta a fare chiarezza. E’ importante invece operare la distinzione tra organizzazioni di volontariato che si reggono in maniera prevalente sul volontariato con la specificità della gratuità e volontari che, pur con spessa specificità, operano all’interno di enti non-profit. Per questo è importante definire l’identità e lo status del volontario che opera gratuitamente sia in organizzazioni vere e proprie di volontariato ex legge 266 sia dentro altre realtà non profit.

In modo ancora problematico il gruppo ha anche affrontato il tema del finanziamento di organizzazioni o gruppi di volontariato.

Alcuni hanno sottolineato che occorrerebbe trovare forme di valorizzazione, anche con contributi finanziari o sostegno di altro tipo, perché il volontariato possa muoversi, indipendentemente da prgetti specifici, come risorsa dentro la società civile per essere generatore e moltiplicatore di disponibilità di nuovi cittadini a impegnarsi gratuitamente per la crescita dl bene comune e di una comunità più responsabile. Altri invece indicano nell’adesione a progetti ancora l’unica forma con cui il volontariato può affermare dentro il contesto sociale.

In ogni caso il Gruppo riconosce l’esigenza di valorizzare il volontariato non solo come risorsa per rispondere ai bisogni ma anche come indicatore di bisogni, soprattutto in questo momento in cui sta crescendo l’area del disagio sociale.

Alcune esperienze hanno messo infine in evidenza che il volontariato risulta essere un punto di aggregazione per giovani disoccupati e anziani a basso reddito. Occorrerà non ignorare queto problema e queste attese che si muovono attorno al mondo del volontariato, contribuendo a individuare soluzioni senza snaturare l’identità delle organizzazioni di volontariato.

 

Proposte

Incrementare la possibilità di esistenza del volontariato senza meno alla scelta fondamentale della prestazione gratuita, ribadendo il diritto al rimborso spese dei volontari secondo quanto stabilito nella 266, ma attivando anche altre opportunità quali finanziamenti per coprire i costi della gestione ordinaria, un fondo ore a disposizione di lavoratori dipendenti che svolgono attività di volontariato, nuovi sgravi fiscali etc.

 

Definire lo status giuridico del volontario.

Dare maggior rappresentanza al mondo del volontariato, creando luoghi permanenti di confronto a partire dal livello locale, anche per stabilire rapporti con le realtà del volontariato sommerso o comunque non iscritto agli albi, che si muove nei quartieri, nelle città o dentro problematiche finora inesplorate dalle realtà tradizionali.

Tutto ciò potrà avvenire o attrvaerso un nuovo organismo anche a livello nazionale o tramite la revisione dell’Attuale Osservatorio, facendolo diventare Osservatorio del volontariato.

Rivedere l’art 1 della Legge 266, in modo che il volontariato non agisca solo in risposta a obiettivi e finalità stabiliti dalla Pubblica amministrazione, ma possa muoversi rispetto a nuovi scenari, nuove povertà, nuove esigenze.

 

 

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