Tortura e
maltrattamenti nelle carceri
(dal rapporto 2001 di Amnesty)
Nelle carceri e nei centri di detenzione
temporanea per stranieri la tensione è stata alta e vi sono state diffuse
proteste dovute in gran parte alle condizioni insoddisfacenti di detenzione,
che in qualche caso equivalgono a trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Persiste la situazione di grave sovraffollamento nelle carceri, così come
continuano a giungere rapporti di assistenza medica inadeguata, carenze
igieniche e problemi connessi, tra cui un'alta percentuale di suicidi, tentati
suicidi e auto-lesionismo. Sono emerse numerose denunce di maltrattamenti da
parte degli agenti di polizia penitenziaria, alcuni dei quali costituivano
tortura, insieme a notizie di decessi in circostanze controverse di un certo
numero di detenuti. Per molti di tali episodi sono state avviate o sono
proseguite inchieste penali. é apparso giustificato il timore, espresso negli
anni precedenti, che la mancanza di indagini esaurienti nei presunti casi di
tortura e maltrattamenti a opera degli agenti di polizia penitenziaria,
nonché i ritardi nel condurre i responsabili di tali atti dinanzi alla
giustizia abbiano potuto creare un clima di impunità.
*Nel mese di aprile, la Corte europea per i
diritti umani ha riconosciuto l'Italia colpevole di non aver condotto
"un'inchiesta approfondita ed efficace sulle attendibili denunce" di
maltrattamenti da parte di agenti penitenziari della casa di reclusione di
Pianosa, sporte da Benedetto Labita nell'ottobre 1993. Egli aveva denunciato
che, insieme ad altri detenuti, era stato sottoposto a sistematici
maltrattamenti fisici e psichici soprattutto nel periodo fra luglio e
settembre del 1992.
*In seguito ai reclami sporti alle autorità
giudiziarie dai reclusi della casa circondariale di Bolzano, 25 agenti di
polizia penitenziaria e un medico sono stati indagati in merito a denunce
secondo le quali, tra il 1994 e il 1999, i detenuti venivano regolarmente
portati in una cella di isolamento e picchiati duramente.
*Il procuratore della repubblica ha chiesto
l'incriminazione di 12 agenti di polizia penitenziaria per concorso in
omicidio volontario e di altri 12 per favoreggiamento in relazione alla morte
di Francesco Romeo, avvenuta nel 1997 nel carcere di Reggio Calabria.
L'autopsia e le perizie medico-legali avevano concluso che le ferite estese
rinvenute sul suo corpo non erano compatibili con la caduta da un muro
perimetrale in un tentativo di fuga (versione fornita dall'amministrazione del
carcere), ma che la morte era addebitabile alla frattura del cranio provocata
da colpi inferti con bastoni o manganelli. A quanto risulta, i registri delle
presenze del carcere relativi all'ora dell'incidente mostravano chiari segni
di manomissione.
*In gennaio, Luigi Acquaviva è morto nel
carcere nuorese di Bad'e Carros, 24 ore dopo aver preso come ostaggio per
circa quattro ore un agente di polizia penitenziaria e avergli posto un laccio
intorno al collo. In seguito ad affermazioni secondo cui Luigi Acquaviva non
si era suicidato, come sosteneva l'amministrazione del carcere, sono state
avviate indagini amministrative e penali nei confronti di sei agenti di
polizia penitenziaria e del direttore della prigione. L'autopsia e le perizie
medico-legali hanno accertato che il corpo, rinvenuto impiccato in una cella,
aveva subito estese ferite traumatiche prima del decesso, così come lesioni
al collo tali da essere compatibili con il suicidio.
*Nel mese di dicembre, il procuratore della
repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per 96 persone al termine di
un'indagine penale relativa alle denunce relative a un episodio verificatosi
il 3 aprile. In quell'occasione, più di 40 detenuti del carcere San
Sebastiano, casa circondariale di Sassari, sarebbero stati vittime di
trattamenti crudeli, inumani o degradanti, in alcuni casi configurabili come
tortura, da parte di decine di agenti di polizia penitenziaria provenienti da
varie istituzioni penali della Sardegna, alla presenza della direttrice del
carcere e del provveditore regionale degli istituti di pena della Sardegna.
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