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VOLONTARIATO, ONLUS, ONG:

UN GLOSSARIO PER MEGLIO ORIENTARSI

di Enrico Sgarella

 

Associazionismo e volontariato sono strettamente connessi.

La legge italiana non identifica la figura del volontariato come attore indipendente ma all’interno di una normativa dettata per regolamentare, soprattutto dal punto di vista fiscale e finanziario, l’attività delle organizzazioni che utilizzano il lavoro volontario. Quest’ultimo è definito come l’attività che viene prestata spontaneamente e gratuitamente all’interno di organizzazioni (di volontariato) costituite esclusivamente per fini di solidarietà e che non abbiano fini di lucro neanche indiretto.

Storicamente la prima legge che prevede norme sul volontariato è la n.49 del 1987, che detta una disciplina organica sulla Cooperazione Italiana con il Paesi in Via di Sviluppo (PVS), Nel 1991 (legge n.266) il legislatore, riconosciuta il valore sociale e l’importanza dell’attività di volontariato tenta di dettarne una disciplina organica. Ma è la legge più recente, il D.Lgs 460/97 (norme di riordino della disciplina fiscale degli enti non commerciali - Enti No Profit) che introducendo la nuova figura delle Organizzazioni non lucrative d’utilità sociale (Onlus) detta la normativa di più vasta applicazione. E’, in un certo senso, il circolo più largo dal quale conviene partire per orientarsi in quella che, nel frattempo, è divenuta una vera selva di sigle.

NO PROFIT e ONLUS:

Con la denominazione "Enti No Profit" si identificano tutte quelle organizzazioni (associazioni, circoli , comitati etc) che svolgono attività senza scopo di lucro.

E’ questa caratteristica principale che li distingue da tutte le altre forme d’associazione (Società ed anche cooperative - con il necessario distinguo per le cd "cooperative sociali") che, nell’attività umana, si pongono invece come scopo principale quello della realizzazione di un profitto.

E’ una qualificazione molto generica e comprende ipotesi veramente diverse fra loro. Può infatti dirsi ente no-profit sia un Ente Pubblico Territoriale (Comuni Province e Regioni), sia un circolo sportivo sia un’associazione di volontariato.

La differenza che ci porta ad identificare, all’interno delle No Profit le O.N.L.U.S (Organizzazioni Non Lucrative d’Utilità Sociale è l’individuazione dei soggetti beneficiari dell’attività svolta senza scopo di lucro: nelle ONLUS i destinatari dell’attività svolta dall’organizzazione sono soprattutto terzi rispetto ai soci – categorie sociali svantaggiate etc (public service) - le No Profit svolgono invece attività soprattutto per i soci e gli iscritti, come avviene in un circolo sportivo (member service).

ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO e ONLUS

La legge già richiamata (266 del 1991Tale legge regola l’attività, la forma organizzativa ed in parte condiziona lo statuto stesso, di quelle forme organizzative attraverso le quali si manifesta, nei più svariati campi sociali, l’attività di volontariato. Il campo d’applicazione, in parte coincide con la normativa (fiscale) delle ONLUS, ma mentre la legge 460/97 prende in considerazione il riordino del regime fiscale, la legge 266/91 detta norme che hanno soprattutto lo scopo di individuare quei soggetti che potranno accedere a fondi pubblici iscrivendosi ai Registri delle Organizzazioni di Volontariato tenuti dalle Regioni oltre a godere d’esenzione dal bollo e dalle imposte. E’ un atteggiamento, tutto sommato, ancora "burocratico" mentre nella legge successiva (460/97) si estendono i benefici fiscali, genericamente a tutte quelle forme d’organizzazione, anche se non "registrate" , che svolgono, comunque, un’attività d’utilità sociale. Una specie di liberalizzazione o sburocratizzazione del campo.

Infatti per iscriversi nel Registro delle Onlus è sufficiente una dichiarazione, non c’è nessuna particolare pratica o istruttoria da svolgere, bisogna solamente conformare il proprio statuto a determinate regole dettate dalla legge e per il resto basta una dichiarazione.

Un’ulteriore precisazione: la normativa della 266/91 prende in esame solo organizzazioni di volontariato che operino sul territorio nazionale. Non possono, in altre parole, iscriversi nel registro regionale ad esempio Associazioni che operino nella cooperazione internazionale (che tuttavia possono iscriversi come ONLUS).

O.N.G. e ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Le Organizzazioni non Governative sono associazioni di volontariato, (quindi "ONLUS") che operano nel campo specifico della cooperazione allo sviluppo. La definizione trova la sua fonte nella legge 49/87 per identificare quelle Organizzazioni che dopo un’istruttoria particolarmente selettiva, vengono ritenute affidabili, dallo Stato, al fine d’affidare loro l’attuazione di progetti di cooperazione allo sviluppo. Anche le O.n.G sono organizzazioni senza fini di lucro ed in teoria, si basano sul volontariato. Si tratta però di una realtà totalmente differente dal volontariato "puro".

In effetti si tratta di organizzazioni che hanno finito per divenire professionalmente finalizzate allo svolgimento dell’attività di cooperazione. Certamente utilizzano "volontari" che quando vengono inviati in "missione" nei paesi d’intervento percepiscono un mero rimborso spese ma la struttura operativa delle O.n.G. è formata di cooperanti ed esperti che in modo professionale sono integrati nell’organizzazione d’appartenenza.

ASPETTI CIVILISTICI: Associazioni riconosciute-non riconosciute / Fondazioni /Comitati

La forma associativa più comune, per le organizzazioni che fanno volontariato, (ma anche per partiti, sindacati, club etc) è quella dell’associazione non riconosciuta. Il codice civile la prende in esame soprattutto per dettare norme riguardanti la responsabilità patrimoniale: quest’ultima spetta in sostanza a chi, Presidente o altri, spende il proprio nome per conto dell’Associazione contraendo obbligazioni. Per il resto v’è assoluta libertà di forma per quanto riguarda l’atto costitutivo e lo statuto.

Al contrario di quanto accade per le Associazioni riconosciute, dove per aspirare al riconoscimento da parte dell’autorità amministrativa occorre un atto costitutivo in forma pubblica con l’indicazione del patrimonio della nuova persona giuridica che viene fondata. Infatti le obbligazioni assunte dagli amministratori saranno garantite esclusivamente da tale patrimonio.

Fondazioni ed Associazioni perseguono lo stesso fine, ideale non economico, ma mentre nelle Associazioni è l’elemento personale quello principale e determinante nelle Fondazioni è un patrimonio funzionalizzato ad un particolare scopo ideale che acquista la rilevanza , ottiene il riconoscimento come personalità giuridica.

I Comitati sono assimilabili alle Associazioni non riconosciute, con scopi più mirati, puntuali; come tali siamo abituati a vedere comitati di protesta, per la raccolta di firme ma il codice civile li regolamenta esclusivamente sotto l’aspetto di comitati per la raccolta di fondi (responsabilità personale e solidale degli organizzatori per la conservazione dei fondi raccolti).

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