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EMARGINAZIONE O SOLIDARIETA’?

di FABRIZIO VECE e ALFONSO D’IPPOLITO

 

Emarginazione: propriamente è annotare qualcosa sul margine di un documento.

L’emarginazione da un punto di vista sociale, è un fenomeno che, in una società "chiusa" riguarda tutti coloro che non sono attestati sugli standard da essa e in essa condivisi (di tipo socio-economico, culturale, estetico, socio-religioso).

E’ il frutto di un ‘razzismo spontaneo’ diffuso ovunque, che fa da corollario al ‘bisogno istintivo’ di proteggere valori, credenze e tradizioni della propria comunità, che vengono "minacciati" dal dinamismo socio-culturale, al punto di rifiutare il riconoscimento dei valori altrui. Naturalmente essa implica che le culture siano un finto equilibrio; nella costruzione culturale e’ implicita la "malizia" che giustifica come necessaria l’oppressione. L’emarginazione è la cartina di tornasole del bisogno di conversione della cultura. L’emarginazione è la risposta al fenomeno del non-allinamento (di singoli o gruppi) non comprensiva delle ragioni della differenza né rispettosa della non relatività della dignità umana.

L’emarginazione degli zingari consiste primariamente nel non riconoscere il loro diritto a essere soggetto sociale e culturale. Riconoscere questo diritto significa, invece, scoprire il dovere di creare le condizioni che garantiscano l’esercizio per lo sviluppo di questo popolo e l’integrazione di gruppi culturali diversi nell’unica famiglia umana. Il che vuol dire costruire anche un dialogo in modo da superare la conflittualità sociale e culturale, più o meno spontanea tra "Rom" e "Gagè", nel rispetto della dignità umana.

La solidarietà è la risposta contraria all’emarginazione; in quanto rispettosa della non-relatività della umanità e comprensiva delle molteplici cause della differenza, essa persegue il raggiungimento della giustizia sociale e lo sviluppo di ogni essere/gruppo umano secondo la legge della partecipazione.

La solidarietà, dunque, svela le misteriose profondità dell’ordine naturale nel quale tutto esiste e rivela l’intima razionalità dell’Amore perennemente invocato.

Solidarietà con gli zingari significa riconoscere la loro soggettività socio-culturale, tutelarla e promuoverla per favorire la loro integrazione nella società comune nel rispetto della propria identità. Solo l’integrazione è in grado di condurre la cultura zingara, naturalmente, cioè nella libertà, a una autentica crescita, portandola a superare fenomeni di devianza sociale, di dipendenza assistenzialistica, di autoemarginazione indotti dalla privazione di spazi di libertà, dalla pauperizzazione crescente, dalle tentazioni consumistiche, dallo squilibrio delle distanze culturali che le impedisce di mutuare elementi mutuabili delle società circostanti, come è spesso avvenuto nella sua storia.

 

 

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