Alfonso D’Ippolito
Segretario associazione OIKOS
Avevamo puntato, già altre volte,
il dito contro l’emarginazione
Avevamo attribuito cioè a quel
fenomeno che primariamente non riconosce agli zingari il diritto a essere
soggetto socioculturale e costruisce grossolani e/o sofisticati
lager nelle città, un ruolo fondamentale nelle genesi delle disgrazie di
cui la cronaca si occupa, anno dopo anno .
All’interno dei moderni lager
delle aree metropolitana il diritto alla vita non è, infatti, un fatto
acquisito.
Lo dimostrano ampiamente centinaia di episodi , che hanno visto
protagoniste anche altre categorie definite "fasce deboli" dalla
cultura dominante e di regime.
Le fasce deboli appunto.
La loro esistenza presuppone che venga mantenuta una fascia più forte con
un compito specifico, occuparsi della fascia "meno fortunata"
mantenendo, però, immutate le regole del gioco : quella della
emarginazione, la "cartina al tornasole" del bisogno di
conversione della cultura, quella risposta al fenomeno del
non-allineamento dei singoli o dei gruppi, incapace di comprendere le
ragioni della differenza e di rispettare la non relatività della dignità
umana .
Negli ultimi anni a Roma, anche in
coincidenza con il varo della legge quadro nazionale per la tutela dei
minori, ( la legge 285/97), centinaia di associazioni si sono occupate
delle " fasce deboli" mettendo assieme per diversi progetti,
miliardi di risorse .
Oltre alla Opera Nomadi, Ente Morale
storico che offre sostegno a Rom, a Sinti e Camminanti, anche altre
organizzazioni di chiara estrazione politica e di indubbio riferimento di
regime e di dubbia professionalità e competenza si sono occupati degli
zingari nella Capitale .
Il risultato ? Un completo
fallimento dell’intervento attuato a Roma .
E questo, a giudicare non solo dai
drammatici eventi, ma anche dei pochi dati statistici , che, con evidente
imbarazzo il Campidoglio è, talvolta, pure costretto a fornire .
Nei giorni scorsi la piccola Chiara
ha perso il diritto a vivere, soccombendo di fronte a condizioni, che
hanno sempre penalizzato la dignità umana di tutti coloro che non
riescono ad essere allineati alle schiaccianti regole di una sempre più
devastante civiltà della produttività e del consumo.
I genitori della bambina rom sono
stati iscritti sul registro degli indagati . Un
atto dovuto, a giudizio di molti, che chiamerà due giovani bosniaci a
rispondere di abbandono di minore .
A nostro avviso, però, c’è un altro "atto dovuto" da
compiere : ripensare seriamente su tutti gli interventi del passato,
riscrivendo tutte le regole di questo sventurato gioco che mette insieme
"malamministrazione" ed emarginazione e che continua a produrre
morte, sofferenza, disagio .
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