MANIFESTO per il volontariato in Europa
Questo manifesto è
stato pubblicato dal Centro europeo del Volontariato (European
Volunteer Centre/Centre Européen du Volontariat, CEV), una rete
formata attualmente da 38 organismi per lo sviluppo del volontariato e
centri di supporto al volontariato che rappresentano migliaia di
volontari a livello locale si indirizza ai responsabili delle
politiche europee nelle diverse istituzioni per spiegare
l’importanza del volontariato e per proporre azioni concrete con
cui i rappresentanti delle istituzioni dell’Unione Europea possono,
nell’ambito dei loro rispettivi poteri e competenze, riconoscere,
promuovere e favorire il volontariato nella UE. Gli interlocutori
istituzionali, le aziende e il terzo settore devono lavorare insieme
per assicurare una “società a favore del volontariato”.
Il Manifesto per il Volontariato testimonia il contributo dell’Unione
Europea a questo impegno comune.
Il volontariato si manifesta in
molteplici forme in tutta Europa. Tale varietà non è che il riflesso
dei diversi approcci e delle diverse tradizioni degli Stati Membri dell’Unione Europea. Tuttavia, si possono identificare alcune
caratteristiche comuni.
Il volontario è un’attività intrapresa:
- Per libera volontà, scelta e motivazione della persona.
- Senza interesse di lucro
- In un ambiente organizzato (all’interno di organizzazioni,
centri di volontariato, gruppi più o meno organizzati, ecc.)
- Con lo scopo di giovare a qualcun altro, rispetto al volontario,
ed alla socIetà nel complesso, contribuendo all’affermazione di valori
di interesse generale (pur riconoscendo che fare volontariato porta
benefici anche al volontario).
Milioni di cittadini in tutta Europa sono coinvolti attivamente
nel volontariato in modi diversi. I dati più recenti mostrano che:
- Nel Regno Unito ogni anno 23 milioni di persone si
dedicano al volontariato, garantendo una forza-lavoro pari a quella di
180.000 lavoratori a tempo pieno. Per ogni euro di finanziamento
pubblico speso per sovvenzionare il volontariato, i volontari
contribuiscono con un valore di 30 euro in termini di tempo
lavorativo; si stima che il valore economico del
volontariato organizzato nel Regno Unito sia maggiore di 65
miliardi di euro
all’anno, cioè il
7,9% del PIL.
- I belgi dedicano 5 ore di lavoro a settimana ad attività di
volontariato non retribuite, equivalenti nel complesso a circa
200.000 lavoratori a tempo pieno.
- In Francia il tempo
dedicato al volontariato nel 2002, all’interno di associazioni,
equivaleva ad oltre 716.000 lavoratori a tempo pieno.
- In
Polonia nel 2004 si sono dedicati al volontariato circa 5,4
milioni di cittadini, pari al 18,3% della popolazione. La stima del
valore economico del volontariato, calcolata moltiplicando il numero
di equivalenti lavoratori a tempo pieno (volontari) per il salario
medio nello specifico settore, ammontava a 124 milioni di
euro.
- In Germania 23 milioni di cittadini (36%) sono
coinvolti in attività di volontariato.
- Il 33% della popolazione irlandese adulta
(approssimativamente 1.287.000 di persone) si dedica in
qualche modo al volontariato.
Perché è importante il volontariato
I volontari sono impegnati in una vasta gamma di attività:
formazione e servizi sociali; mutuo soccorso; supporto all’individuo
per lo sviluppo delle proprie potenzialità; campagne di promozione;
amministrazione; azione a favore della comunità e dell’ambiente.
Il volontariato è un mezzo di inclusione sociale ed integrazione.
Contribuisce alla formazione di una società coesa, creando vincoli di
fiducia e solidarietà e, in tal modo, capitale sociale.
Il volontariato è un modo attraverso il quale le persone di ogni
nazionalità, religione, ambiente socio-economico ed età possono
dare il loro contributo per un cambiamento positivo.
I volontari contribuiscono all’attuazione delle politiche dell’UE,
come le politiche per l’inclusione sociale e l’aiuto allo sviluppo2.
ll volontariato può essere concepito ed utilizzato come strumento atto
a stimolare una cittadinanza europea attiva e responsabile, che è
al centro degli ideali e dei valori europei di democrazia,
solidarietà e partecipazione.
É una grande fonte di riconciliazione e ricostruzione nelle
società divise. Attraverso il volontariato le persone acquisiscono
ed esercitano competenze di leadership, di comunicazione ed
organizzazione; ampliano la propria rete sociale di riferimento e
spesso si avviano verso un successivo lavoro retribuito; il
volontariato garantisce opportunità di apprendimento informale e
non formale e, dunque, è uno strumento estremamente importante
nella strategia di apprendimento permanente (Life Long Learning)
all’interno dell’Unione Europea.
Il valore economico del volontariato ed il suo contributo
all’attività “economica” nel Prodotto Interno Lordo sono significativi e pertanto si rende necessaria una loro chiara rendicontazione
nei conti statistici nazionali.
Il
volontariato e la creazione di partenariati innovativi tra
aziende, autorità pubbliche e centri di volontariato sono un modo per
ampliare l’agenda della responsabilità sociale d’impresa.
Il volontariato svolge un ruolo importante nel trovare soluzioni a
problemi della società. I volontari aiutano ad accrescere la quantità
e la qualità dei servizi ed a sviluppare nuovi servizi in modo
creativo. In questo modo il volontariato può contribuire alla
creazione di nuove opportunità lavorative.
Il volontariato è, quindi, una componente importante dell’obiettivo
strategico dell’Unione Europea di diventare “... la più competitiva e
dinamica economia mondiale basata sulla conoscenza...”, come è
stato adottato dagli Stati membri nel Consiglio Europeo di
Lisbona nel marzo 2000.
Tuttavia il volontariato, sebbene prestato gratuitamente, non è esente
da costi.
Affinché il volontariato possa manifestare e sviluppare tutte le
funzioni qui menzionate, sono necessari impegni ed azioni concrete
volte al suo riconoscimento, sostegno e promozione. Una struttura efficace di volontariato richiede l’impegno di tutti i gruppi portatori di
interesse: la società civile, le aziende ed i
governi a livello locale, regionale, nazionale e dell’UE. A tal
riguardo, l’UE è senza dubbio un attore fondamentale e può contribuire
in vari modi allo sviluppo di un sistema di volontariato efficace in
Europa.
Il CEV
si rivolge alle istituzioni dell’UE affinché...
1.
Riconoscano e promuovano attivamente il
volontariato
Il
volontariato è attivo in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea,
anche se diverse sono le tradizioni nazionali e regionali e le forme
che può assumere. I volontari di tutta Europa hanno in comune
l’aspirazione ad essere impegnati attivamente ed a contribuire alla
soluzione dei problemi della società. È quindi di primaria
importanza che i vari Stati membri dell’UE possano definire
e condividere un’esaustiva visione dello
scopo e dell’importanza del volontariato, ed un’intesa comune sul
ruolo che i vari gruppi di interesse possono giocare nel promuovere e
riconoscere il volontariato. Disporre di un’ampia
informazione empirica contribuirà a porre il volontariato nell’agenda
dell’UE. L’UE, i governi nazionali e le altre parti
coinvolte dovrebbero maturare la capacità di monitorare gli sviluppi
del volontariato e di analizzare il valore da esso
rappresentato. A tal riguardo, si incoraggiano l’UE ed i Governi
nazionali ad applicare il manuale delle Nazioni Unite sulle
Istituzioni Non-profit (UN Handbook on Non-Profit Institutions) nei
sistemi di
rendicontazione nazionali e a collaborare con EUROSTAT alla
realizzazione di un rapporto che fornisca dati sul volontariato e sul
suo valore economico. L’UE deve riconoscere il volontariato
orizzontalmente nelle sue diverse politiche. Chiediamo alle
istituzioni di impegnarsi attivamente a consultare il CEV e a
considerare le sfide che sono raccolte a livello locale e a loro
trasmesse. Al fine di promuovere il volontariato, alcuni
Stati membri organizzano eventi annuali (come la “Giornata del
volontariato” o la
“Settimana del volontariato”). L’anno internazionale del Volontariato
nel 2001 è stato un evento fondamentale che ha permesso di accrescere
l’attenzione sul volontariato e di delineare il quadro di riferimento
necessario per il
raggiungimento di risultati concreti e per la definizione delle
misure capaci di dare nuovo impulso al movimento globale del
volontariato. L’anno del volontariato 2005 nel Regno Unito ha ripreso
tale esperienza a livello nazionale. L’UE dovrebbe trarne esempio per
incoraggiare i Governi nazionali a prestare maggiore attenzione al
volontariato e dovrebbe istituire l’Anno Europeo della
Cittadinanza Attiva attraverso il Volontariato. Una particolare
attenzione si deve dare al riconoscimento delle abilità e delle
competenze acquisite attraverso le esperienze di
apprendimento non formale ed informale. É necessario
riconoscere il ruolo ricoperto dal volontariato nella strategia di
apprendimento permanente (Life-Long Learnig strategy) e si deve
incentivare lo sviluppo di sistemi che garantiscano il riconoscimento
ufficiale delle opportunità informali e
non-formali di apprendimento.
2. Sostengano e facilitino il volontariato
In
molti Stati, i settori pubblico e privato, in collaborazione tra loro,
stanno ricercando dei modi per facilitare e sostenere l’opera dei
volontari attraverso lo sviluppo di politiche ad hoc e l’attuazione
della legislazione. Tali sforzi
includono l’identificazione delle necessarie disposizioni legali, la
precisazione dei ruoli di ciascuna delle parti in gioco e lo
stanziamento del sostegno finanziario necessario. In tempi recenti,
le aziende sono divenute più attive nel campo del volontariato,
permettendo la collaborazione dei dipendenti e rimuovendo gli ostacoli
alla loro partecipazione. La necessità di infrastrutture per sostenere
i volontari ed il volontariato è ampiamente
riconosciuta. Tali infrastrutture dovrebbero includere un quadro
legale di riferimento per il volontariato, al cui sviluppo l’Unione
Europea potrebbe contribuire attraverso la definizione di ampi
standard comuni. Le ricerche dimostrano un’enorme diversità tra gli
Stati membri riguardo alle definizioni, alle disposizioni legali e a
ciò che si intende per “azione di volontariato”. Non tutti gli Stati
membri hanno centri di volontariato nazionali o enti che svolgano
funzioni di sostegno e promozione del volontariato in generale; un
numero ancora minore di Stati ha le infrastrutture necessarie per
fornire sostegno al volontariato a livello locale.
A livello europeo, attualmente non ci sono finanziamenti
specifici
destinati allo sviluppo di infrastrutture europee di supporto al
volontariato. Abbiamo bisogno di una struttura europea per favorire lo
scambio di informazioni e “buone pratiche”; per lo sviluppo di
capacità; per contribuire a delineare una valutazione comune del mondo
del volontariato in Europa; per canalizzare le informazioni tra
i diversi livelli, nazionale e locale, da un lato, e l’Unione Europea,
dall’altro; per dare ai volontari una “voce” all’interno dell’UE e
aggiungere una dimensione europea alle innumerevoli attività dei
volontari di tutta Europa.
3.
Favoriscano attivamente il lavoro in rete
Molto
rimane ancora da fare per rafforzare ulteriormente la base del
volontariato ad ogni livello (locale, nazionale ed europeo), e
particolarmente per dare “voce” alle organizzazioni europee che
coinvolgono i volontari. E’ necessario che le istituzioni dell’UE
riconoscano il ruolo cruciale che reti quali il CEV svolgono nel
collegare l’agenda dell’Unione al livello di base.
Le richieste del CEV
all'Unione Europea
I prossimi passi
“Risoluzione
sul volontariato”
L’Anno Internazionale del Volontariato
Centro Europeo del
Volontariato