"
Riflettere più che condannare….."
La
nazione si mostra incapace a gestire la presenza di Rom e Sinti.
Ma la loro presenza In Italia rappresenta un problema, una
emergenza
oppure una risorsa ?
di Anna Luisa Longo
Ancora una volta contiamo i
cadaveri, questa volta di quattro bambini, morti nell’incendio della baracchina
dove dormivano.
Ancora una volta puntiamo
il dito contro i genitori che li hanno lasciati morire tra le fiamme.
I colpevoli, gli untori
sono stati subito trovati, condannati e crocifissi.
E la chiudiamo qui, a posto
con le nostre coscienze. La politica, come al solito, fa il suo mestiere: dai
rifugi ferragostani ognuno attribuisce strumentalmente la responsabilità alla
parte avversa o ad altri, in attesa del solleone che tornerà a riempire le prime
pagine dei giornali e le roboanti aperture dei tg.
Questione risolta. Forse.
Ma riusciamo a pensare, in
questa estate di fuochi, che se non ci fosse stato l’incendio comunque quattro
bambini (due dei quali disabili) avrebbero continuato a dormire nella baracchina
e a vivere nella spazzatura ?
Sappiamo quanti dormono,
vivono, mangiano nelle baracche, nelle tende, sotto teli di plastica sotto i
ponti, lungo i fiumi, in mezzo ai cespugli, lungo le strade a ridosso delle
nostre città ?
Quanti bambini giocano tra
spazzatura e detriti ?
Le viscere maleodoranti
delle nostre metropoli partoriscono a ripetizione mostri come le baraccopoli
dove vivono migliaia di esseri umani. E quale risposta il più delle volte siamo
in grado di dare? Sgomberi. Sgomberi indiscriminati e, tra l’altro, costosi
nonché inutili, finalizzati più a placare oppositori politici e disinformata
opinione pubblica che a dare una risposta civile ad una questione di
(in)civiltà.
Sappiamo tutti, infatti,
che il più delle volte, dopo la bonifica, l’area viene di nuovo occupata
o che la stessa baraccopoli sorgerà qualche metro più in là.
E il problema rimane,
finché non succederà un’altra tragedia, e qualcuno, autorevolmente, tornerà a
parlare di emergenza.
Si, in questo baraccone
mediatico, montato tra temporali e stelle cadenti, anche i termini hanno la loro
(grande) importanza.
Un’area sgomberata dagli
zingari viene bonificata; gli zingari sono un problema e un’emergenza.
Ma se sono un problema,
perché una volta per tutte non lo risolviamo ? Se sono un’emergenza,
perché innanzi tutto non ci comportiamo come si conviene in caso di emergenza?
Perché non si allestiscono tendopoli al posto delle baraccopoli,
prevedendo magari al loro interno anche presidi sanitari?
Per questa operazione
basterebbero i soli fondi impegnati negli sgomberi e nelle cosiddette opere di
bonifica.
Sarebbe in questi contesti
molto più facile fare censimenti, realizzare interventi sanitari e demotivare i
malintenzionati (che vanno comunque perseguiti).
Si potrebbe, partendo da qui, dare avvio a una progettualità mirata
su ogni nucleo familiare che preveda inserimenti scolastici e lavorativi,
prendendo in considerazione un’equa distribuzione su tutto il territorio
nazionale incentivando quei Comuni capaci di attivare politiche di
accoglienza.
Perché ci rimane difficile
pensare che un Paese con circa 59 milioni di abitanti non riesca a trovare una
sistemazione per 150 mila persone, di cui più della metà bambini: parliamo di
meno di 30 mila famiglie …..
I rom non sono un problema,
ma sicuramente hanno tanti problemi; non sono un’emergenza ma vivono in
condizioni di estrema emergenza. E noi che viviamo in un paese civile abbiamo
il dovere di aiutarli. Sarebbe un ottimo investimento, anche economico.
Allora quelle quattro morti
assurde nella notte di San Lorenzo, in quella baracchina, di cui non resta più
neanche la cenere, avranno ottenuto una giusta Giustizia.
Anna Luisa Longo
Consigliere Nazionale "Opera Nomadi"