5 per Mille : Prodi ci riprova a tagliare.
E´ di nuovo allarme tra le organizzazioni
di volontariato. Una proposta di modifica presentata in Senato, firmata
dal governo, stabilisce che il contributo del 5 per mille che i cittadini
possono destinare alle associazioni no-profit non potrà superare,
complessivamente un «massimo di 100 milioni di euro per l´anno
2009». Lo scorso anno 16 milioni di contribuenti, avevano fatto arrivare
circa 330 milioni di euro al volontariato, il che significa che, con la
modifica che il governo si appresta a compiere, quest´anno ne verrebbero a
mancare 230 che andrebbero nelle tasche dello stato. Il fatto
sconcertante è, però, rappresentato dalla denuncia giornalistica fatta, qualche
giorno fa, da una piccola emittente televisiva romana. Questa ha rivelato una
strana situazione che potrebbe spiegare l´esigenza governativa di limitare la
libera volontà dei cittadini di finanziare gli enti no-profit che preferiscono.
Documenti alla mano i giornalisti di Roma Uno TV hanno mostrato come una
fondazione ben nota come l´Istituto Gramsci (storicamente legato all´ex
PCI) abbia ottenuto con il 5 per mille solo 2500 euro, mentre una leggina-delega
speciale avrebbe consentito di assegnare , direttamente dal governo, ben
250 mila. Altro beneficiario è l´Istituto Sturzo (legato all´ex DC), con
200 mila euro e, a una certa distanza (100 mila), una fondazione
presieduta da Gianni Alemanno. Più una miriade di altri soggetti, più o
meno sconosciuti il cui legame con i partiti politici appare più o meno
evidente. Insomma, i politici italiani non possono proprio sopportare che siano
i cittadini a scegliere chi meglio svolga la sua funzione sociale e culturale:
organizzazioni obsolete, sconosciute, inutili o che, forse,sono messe in piedi
per raggranellare il finanziamento pubblico, ottengono di più di coloro che, per
le loro attività, hanno ricevuto la fiducia diretta del cittadino contribuente.