La sconcertante notizia che nella legge
finanziaria del 2007 è stata tolta la possibilità, per il contribuente di
versare il cinque per mille dell’IRPEF a favore delle associazioni di
volontariato sta girando in queste ore e provoca preoccupazione e protesta tra
le decine di migliaia di associazioni che ne hanno beneficiato, nel 2006.
La norma, varata dal
ministro Tremonti alla fine della passata legislatura, ha finalmente introdotto
un criterio che riconosce un fondamentale ruolo sociale al Terzo Settore, senza
subordinarne la sopravvivenza economica ai finanziamenti pubblici, spesso erogati più in relazione al legame con determinati partiti che non per
l’effettiva utilità del lavoro svolto dalle migliaia di volontari italiani che
svolgono la loro attività in maniera diffusa e costante.
Il ministro del Welfare
Ferrero ha definito l’accaduto ‘non una scelta politica ma un errore tecnico al quale il Governo porrà subito
rimedio”.
Non abbiamo motivo di dubitare delle
affermazioni del ministro Ferrero né delle sue buone intenzioni di far proseguire un esperimento sociale
a cui, pensiamo, creda sinceramente anche lui.
Invitiamo , in ogni caso, tanto le
associazioni quanto i contribuenti che hanno scelto di sostenerle, alla massima
vigilanza perché la norma non venga mai più messa in discussione. Rammentiamo,
infatti, che quando essa venne introdotta, alcuni soggetti se ne lamentarono
pretendendo il mantenimento del vecchio sistema in cui i finanziamenti al Terzo
Settore venivano distribuiti dagli enti pubblici in maniera concentrata proprio
verso gli stessi soggetti. Dal 1996, anno del primo governo Prodi,
miliardi e
miliardi delle vecchie lire sono finiti in progetti fantasma, interventi
inutili, sprechi e sospette malversazioni, il tutto finito nelle tasche di
coop, associazioni, federazioni, ecc. nate con un ritmo vertiginoso negli stessi
anni.
Il governo Berlusconi si è mosso poco per
riordinare questa situazione (giustificandosi con il fatto che le erogazioni
avvenivano, soprattutto, tramite gli enti locali che sfuggivano al controllo
politico del centrodestra).
La norma del 5 per mille ha, seppur tardivamente, iniziato l’avvio di un
processo virtuoso che può portare a migliorare la qualità delle prestazioni
delle organizzazioni del Terzo Settore, al fine di attirare il favore dei
contribuenti che decidono di versarla a loro anziché allo stato. Potrebbe anche
darsi che gli stessi soggetti che avevano protestato contro Tremonti, abbiano
‘incoraggiato’ ‘l'errore tecnico’ nella Finanziaria 2007.
E’ bene che certi errori non avvengano più.
E noi saremo qui a
controllare.