“Un tentativo di sgombero pretestuoso. Di più: una
mezza vendetta”. Alfonso D’Ippolito, segretario dell’Oikos, non usa giri di
parole per definire l’intervento del vigili urbani presso la palazzina a due
piani di Via Paolo Renzi 55, sede dell’associazione. La municipale se è
presentata ieri mattina a Spinaceto per intimare a quelli dell’Oikos di
andarsene. Hanno 15 giorni di tempo. Non un minuto in più. A nulla sono valse le
proteste di D’Ippolito: “ Non ci sentiamo abusivi. Siamo importanti per il terzo
settore: facciamo informazione, consulenza, e altre attività di volontariato
legate alle protezione ambientale e civile”. Eppure il Comune ha deciso di
cacciarli. “ In realtà il contenzioso dura dal 1986 – spiega D’Ippolito –. Dopo
la prima giunta Rutelli pareva che il Campidoglio dovesse regolarizzarci.
Rientravamo nel piano d’assegnazione degli spazi sociale”. E invece: “ Nel 1999
abbiamo avuto la prima ordinanza di sgombero alla quale ci siamo opposti. Il
ricorso al Tar è ancora pendente.”
Sul cambio
d’orientamento, Enzo Minissi, presidente dell’Oikos, ha una sua teoria: “E’
iniziato contestualmente alle nostre denunce d’illeciti e di sprechi di
finanziamenti commessi sotto Rutelli. Come abbiamo presole le distanze del
centrosinistra sono arrivati i guai”. Al centro delle accuse dell’Oikos c’era la
comunità Capodarco, un’associazione di volontariato, che, come spiega Minissi
“passò improvvisamente da un pugno di finanziamenti pubblici all’anno, a
centinaia di milioni”. Coincidenza: col tempo, Capodarco, che occupa il piano
inferiore della palazzina di Via Renzi, è stata regolarizzata. Adesso quelli
d’Oikos temono che dello sgombero approfitti proprio Capodarco. Una beffa
completa. “Sarebbe una maniera per farla pagare ad un’associazione di
volontariato non allineata – commenta Luca Panariello, presidente d’Azione
Sociale, la federazione d’associazioni del terzo settore di cui l’Oikos fa parte
–. In Campidoglio dovrebbero riflettere: Oikos lavora con la Provincia e con la
Regione. Buttarli fuori sarebbe un danno sociale enorme”. Sconsolato il commento
di Vincenzo Piso, presidente della federazione romana d’An, partito vicino ad
Azione Sociale: ”Non è possibile che in questa città l’unica sgombero che viene
fatto è quello di un’associazione di volontario. E i centri sociali? E le
occupazioni d’Action? Il Comune non se n’accorge?”. Piso crede che l’eventuale
sgombero dell’Oikos sia ”un favore fatto agli amici degli amici”. E minaccia: “
Se occorre, porterò l’Oikos sotto le finestre del sindaco. Tutti i giorni. Fino
a che questa vicenda non sarà risolta”.