L’anno
internazionale del volontariato
Le proposte del CESV
Nel novembre 1997 l’Assemblea Generale
delle Nazioni Unite ha proclamato il 2001 Anno Internazionale del Volontariato,
con l’obiettivo di promuovere il moltiplicarsi dell’attività svolta nei
diversi paesi dai volontari e sensibilizzare in questo senso i governi ed i
popoli.
Questa importante decisione arriva dopo che nel 1985 fu indicato il 5 dicembre
come Giornata Internazionale del Volontariato, giorno in cui in tutti i paesi
del mondo i cittadini e le istituzioni si incontrano con le organizzazioni di
volontariato nazionali, regionali e locali per dibattere le tematiche inerenti
allo sviluppo del volontariato.
Con queste deliberazioni tutte le nazioni aderenti all’ONU hanno voluto
sottolineare l’importanza e la funzione dell’azione dei volontari e delle
loro organizzazioni nel consesso mondiale, indipendentemente dalla differenze
economiche, razziali, religiose e politiche.
In particolare, la celebrazione dell’Anno Internazionale del Volontariato (IYV)
rappresenterà l’occasione per sottolineare questo ruolo e, soprattutto, per
discutere del futuro del volontariato nell’ottica di una sempre crescente
interconnessione fra i popoli e le culture.
Sarà l’occasione per una riflessione attenta delle possibilità di
integrazione e sviluppo sociale offerta dal mondo dal volontariato nell’era
della globalizzazione economica.
Quest’evento sarà un’occasione per migliorare la comprensione e lo scambio
fra istituzioni, organizzazioni di volontariato e cittadini, favorendo sia il
riconoscimento reciproco di ruoli e funzioni sempre più complesse nella
società odierna; sia, valorizzando l’apporto individuale alla crescita civile
complessiva di cui il volontariato è una delle componenti principali.
Da tutto ciò si desume che l’organizzazione dell’IYV nella Regione Lazio
necessita, innanzitutto, di una riflessione comune fra organizzazioni di
volontariato ed enti locali sugli obiettivi territoriali che si vorranno
raggiungere entro l’anno, partendo dai documenti elaborati dalle Nazioni Unite
e dal Comitato Nazionale istituito presso il Dipartimento per gli Affari
Sociali; su tale base andranno poi ideate e realizzate tutte quelle iniziative
che si ritengono utili per raggiungere le finalità che ci si è preposti.
Sulla base di quanto esposto in precedenza e dell’esperienza maturata in
questi anni dalla nostra organizzazione, si propongono i seguenti percorsi
organizzativi e tematici che saranno da verificare ne dibattito fra le diverse
entità che collaboreranno alla realizzazione dell’IYV nel Lazio, essendo solo
delle ipotesi di lavoro.
Il primo passo da compiere in senso organizzativo sarà quello0 di costituire un
Comitato Organizzatore Locale (COL) che abbia la funzione di regia di
tutte le iniziative previste territorialmente; inoltre, tale Comitato dovrà
elaborare il documento di base dell’IYV nel territorio.
I componenti di tale organismo dovranno essere individuati fra le associazioni
di volontariato, gli enti locali ed il CESV, garantendo la più ampia
rappresentanza possibile.
La segreteria del COL potrà essere garantita dalla delegazione del CESV, che
avrà anche il compito di favorire i collegamenti inter istituzionali e quelli
fra i vari assessorati.
Si propone, quindi, di organizzare in ogni territorio la presentazione dell’IYV
alla stampa ed alla cittadinanza, attraverso un incontro che, da un lato, si
soffermerà sulle linee guida provenienti dall’ONU ed eventualmente dal
Comitato Nazionale; dall’altro, si porrà le basi per la discussione e la
definizione del programma di iniziative da realizzare nel corso dell’anno.
Sulla base delle risultanze di questi incontri territoriali si elaborerà il
documento definitivo del Lazio e la prima bozza del programma operativo.
In considerazione dell’articolazione capillare delle organizzazioni di
volontariato e la vasta gamma di attività da esse realizzate porteranno,
indubbiamente, numerose proposte tematiche da affrontare durante il 2001; ciò,
potrà determinare un fiorire di attività ed iniziative sul territorio
regionale che potrebbero, allo stesso tempo, frammentare troppo il senso dell’IYV
nel Lazio.
Pertanto, sarà necessario identificare due o tre temi principali attorno i
quali possano dispiegarsi le proposte e le attività per il prossimo anno.
Il CESV propone, quindi, due argomenti:
-
I giovani ed il volontariato
.
La diffusione del volontariato fra i giovani è il nodo principale per il
futuro dell’associazionismo nel Lazio, in Italia e negli altri paesi del
mondo, in quanto soltanto un costante e massiccio ricambio dei volontari
consentirà alle organizzazioni di svolgere in pieno le proprie funzioni e
raffermare il ruolo sociale che già ricoprono.
Purtroppo, negli ultimi anni si nota un
progressivo "invecchiamento" del mondo del volontariato, non tanto per
quanto riguarda la partecipazione a singole iniziative o ad eventi, ad iniziare
da quelli catastrofici e/o celebrativi; quanto, per una carenza di
rappresentanza e, quindi, di presenza costante nelle associazioni.
Si propone quindi di approfondire il tema volontariato e giovani sia attraverso
una disamina della situazione a livello territoriale e regionale, che possa dare
un quadro aggiornato e completo della presenza e dell’attivismo di questa
fascia di popolazione nell’ambito del volontariato; sia, con la promozione di
una serie di iniziative promozionali che avvicino i giovani, ad iniziare da
incontri itineranti nelle scuole medie e superiori da parte delle associazioni
che illustrino il lavoro svolto e favoriscano, per le superiori, l’acquisizione
di crediti formativi attraverso l’attività volontaria.
-
La crescita della società civile nei paesi terzi
.
Ci ha spinto ad identificare questo tema
come uno dei principali da affrontare nel prossimo anno la scelta operata dall’UNV,
l’agenzia dell’ONU per il volontariato, volta al sostegno ai paesi meno
sviluppati per far fronte alle emergenze sociali e far crescere la società
civile ivi presente. Il supporto ai volontari che operano nei paesi con maggiori
difficoltà economiche e sociali risulta essere fra gli obiettivi principali
dell’IYV.
I paesi di provenienza dei flussi migratori verso l’Italia e quelli ove si è
orientata l’emigrazione italiana sono certamente quelli più interessati agli
interventi degli organismi internazionali e allo sviluppo della società civile.
Quindi, le nazioni dell’area balcanica rientrano a pieno titolo fra
quelle in cui si realizzano tali interventi ed il tema della crescita della
società civile è una delle priorità individuate dall’UE per realizzare l’allargamento
ad Est.
Per quanto riguarda l’Italia, poi, si devono ricordare i fortissimi legami
storici che ci legano con i paesi che si affacciano sull’altra sponda dell’Adriatico.
Non è un caso, quindi, che nell’ultimo decennio le
attività di cooperazione internazionale dell’Italia si siano sviluppate in
particolare verso l’est del Mediterraneo, a partire dalla Bosnia e dal Kosovo
e spingendosi ben oltre la Cecenia. L’Albania è la nazione con cui si è
sviluppata maggiormente un’azione di supporto in molti settori, ad iniziare da
quello umanitario; con tale nazione anche la Regione Lazio ha già intessuto
rapporti di sostegno.
Si propone quindi di avviare un programma di sviluppo per il nascente
associazionismo nei paesi balcanici, ad iniziare dall’Albania, che possa
riguardare diversi aspetti (promozione, formazione e sostegno diretto alla
realizzazione di progetti), al fine di favorire la nascita e la crescita della
società civile che ha, ed avrà in futuro, una funzione centrale per il
progredire dei processi democratici avviati negli ultimi anni.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata, poi al sostegno delle
associazioni costitute da italiani immigrati e/o che promuovano la cultura
italiana, al fine di rafforzare rapporti tra i popoli in una ottica di mutuo
rispetto e di sostegno costante.
BACK