Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Protezione Civile
Alle Regioni ed
alle Province autonome
Alle organizzazioni
di Volontariato
di
protezione civile
Oggetto: Norme di comportamento per l’utilizzo del volontariato di protezione
civile.
Nel panorama
della protezione civile, le organizzazioni di volontariato rappresentano una
peculiarità del nostro Paese che non trova eguali in ambito internazionale, un
patrimonio di capacità professionali ed umane poste al servizio della
collettività che la legge 225 del 1992 annovera, al pari di altri soggetti
istituzionali, tra le Strutture operative del Servizio nazionale della
protezione civile.
In armonia con quanto disposto dalla legge 266/1991 (legge quadro in materia di
volontariato), la legge 225 disciplina i modi e le forme di impiego dei
volontari nelle attività di protezione civile, riconoscendo l’elevato valore
della partecipazione dei cittadini alle suddette attività, da realizzare secondo
i principi di solidarietà e di pluralismo, al fine di favorire lo sviluppo delle
organizzazioni in piena autonomia e per il conseguimento di alte finalità di
carattere sociale, civile e culturale.
In tale contesto ai volontari, nell’ambito delle forme organizzative previste
dalla normativa, viene richiesto di prestare la propria opera in maniera
spontanea e gratuita, senza fini di lucro, anche indiretto, ed esclusivamente
per scopi di solidarietà.
Nel rispetto di tali principi, al volontariato di protezione civile è stato
fornito, nel corso degli anni, il più ampio sostegno istituzionale nelle
attività di formazione, anche rivolte ai cittadini, e per il potenziamento delle
capacità operative delle organizzazioni, attraverso l’incremento delle
attrezzature e dei mezzi ed il miglioramento della preparazione tecnica.
In questi ultimi anni, la protezione civile ha conosciuto una progressiva
trasformazione ed una profonda maturazione, passando dalla originaria
organizzazione, fondata essenzialmente sulle attività di emergenza, di soccorso
e di prima assistenza alla popolazione, ad una più moderna visione, ormai
condivisa anche in ambito internazionale, incentrata sulle attività di
previsione e prevenzione, ed è stata chiamata ad occuparsi, accanto alle
competenze “storiche” di nuovi settori di intervento, più vicini alle esigenze
dei cittadini, tanto da divenire una presenza costante nella vita degli
italiani, che hanno dimostrato in più occasioni il proprio apprezzamento per
l’efficienza e l’efficacia degli interventi.
Questo risultato è stato conseguito anche grazie all’opera del volontariato di
protezione civile che ha offerto in ogni occasione in cui è stato chiamato ad
operare il proprio qualificato apporto di competenza, di professionalità e di
umanità, contribuendo, in tal modo, a rafforzare la fiducia nelle istituzioni
che sinergicamente operano per garantire maggiore sicurezza e protezione ai
cittadini.
Peraltro, seppure il sistema di protezione sia rimasto attento alle istanze,
provenienti da più parti della società civile, di un sempre maggiore
coinvolgimento, l’attività del Dipartimento è sempre stata improntata al
rispetto alle competenze che la vigente legislazione assegna, secondo i
rispettivi ordinamenti, alle componenti ed altre strutture operative del
Servizio nazionale della protezione civile.
Coerentemente con questo orientamento, l’impiego del volontariato in attività di
protezione civile è stato sempre autorizzato in conformità con i principi
ispiratori, al fine di tutelarne lo spirito, l’autonomia e l’indipendenza.
La prossima scadenza della XIV legislatura ed il conseguente avvio della
campagna elettorale per le elezioni politiche rappresentano l’occasione per
ribadire tale inderogabile indicazione di percorso alla luce della quale, nel
rispetto dei principi che regolano l’attività volontaristica, il Dipartimento
della protezione civile non autorizza l’impiego, ai sensi per gli effetti del D.P.R. n. 194/2001, dei volontari di protezione civile per attività che possano
anche in modo indiretto risultare di supporto a iniziative di carattere politico
– propagandistico, come tali estranee alla missione e al ruolo proprio del
volontariato.
Per le medesime ragioni, ferme restando le prerogative costituzionalmente
garantite in tema di libera espressione delle opinioni politiche, si raccomanda
ai volontari di non partecipare, in tale qualità, a manifestazioni di
connotazione politica esponendo insegne ed emblemi della organizzazione di
appartenenza.
Le regioni e le province autonome per le organizzazioni di volontariato iscritte
negli elenchi o negli albi istituiti a livello territoriale vorranno dare
adeguata diffusione alla presente.
Nell’auspicio della condivisibilità delle superiori considerazioni l’occasione
mi è gradita per inviare i miei migliori saluti.