RAPPORTO EUROPEO SUL VOLONTARIATO
Tramite l'Ufficio Rapporti con l'Unione Europea
della Camera dei Deputati è stata reso nota una ricerca della Commissione di
Bruxelles sulla attività, promozione e sviluppo del Terzo Settore.
Il rapporto, che prende in considerazione vari aspetti dell'argomento,
parte dall'analisi di quanto realizzato nel quinquennio 1994-1999: grazie
all'impiego dell' 1,5% del suo bilancio, il Fondo Sociale Europeo ha finanziato
81 iniziative sociali, coinvolgendo 500 organizzazioni, con l'impegno di
accrescere i finanziamenti nell'immediato futuro.
Le associazioni di volontariato prese in considerazione dalla Commissione sono
caratterizzate da alcuni elementi comuni: un pur minimo grado di
istituzionalizzazione, un'indipendenza dallo Stato o da altri poteri pubblici,
una gestione disinteressata e priva di fini di lucro, un'attività di pubblica
utilità.
La Commissione di Bruxelles ritiene urgente la necessità che le associazioni
vengano riconosciute come partner a pieno titolo in sede di dibattito su
questioni politiche e sociali di rilevanza nazionale. Auspicabile anche un networking
tra organizzazioni per rendere possibile uno scambio di esperienze
transnazionali in settori quali la esclusioni sociali, la promozione delle pari
opportunità e la lotta contro ogni forma di discriminazione.
Vengono inoltre elencati i principali obiettivi che i singoli Stati dell'Unione
devono perseguire per lo sviluppo del Terzo Settore:
-
Acquisizione di conoscenze del settore a tutti
i livelli per individuare il contributo delle associazioni e fondazioni
-
Sviluppare il partenariato tra settore e
poteri pubblici, continuando, però, a garantire la reciproca indipendenza
-
Adeguare il quadro giuridico della materia a
livello nazionale, regionale e locale
-
Incoraggiare l'ingresso di associazioni e
fondazioni nella società dell'informazione
-
Studiare con attenzione norme fiscali chiare e
semplici, incentivi ed esenzioni
Proprio al versante economico del mondo non
profit europeo è dedicata una sezione del rapporto di Bruxelles: le attività
finanziarie delle associazioni hanno raggiunto un totale di 2.208.000 ecu con
beni immobiliari pari a circa 702.000 ecu. Nonostante le differenti disposizioni
di tipo fiscale che ciascuno Stato applica nei loro confronti, l'esistenza della
direttiva Ce 388 del 1977 assicura a tutte le associazioni la possibilità di
ottenere l'esenzione IVA nei casi di attività di interesse pubblico e sociale,
a condizione di non perseguire fini di lucro e di non provocare distorsioni
della concorrenza ai danni di imprese commerciale soggette ad IVA.
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