Roma:La condizione degli immigrati
nel centro di permanenza di ponte Galeria

La denuncia di un giovane avvocato:

Sono un praticante avvocato abilitato di Roma ed è quasi un mese che, per motivi di lavoro, vado almeno 2 volte a settimana nel "lager" del centro di permanenza di Ponte Galeria. La mia è una denuncia, che verrà inviata ai quotidiani nazionali ed ai dicasteri competenti, sul come vengono trattati gli extracomunitari nel centro e sul comportamento (per non essere offensivo uso questo termine) riprovevole delle forze dell'ordine.
In una circolare del Ministero degli Interni viene ribadito che dovrebbe esserci (il condizionale nel "mattatoio di ponte Galeria" è d'obbligo) la tutela della privacy per il colloquio tra avvocato e cliente. Nel mirabile esempio di violazione dei diritti umani di ponte Galeria no!!

Il colloquio avviene con agenti che origliano e scrutano tutto quello che si dice e si fa... Ma che razza di tutela si vuole offrire a questa povera gente!!! Inoltre, come avvocato spero che questo mio sfogo possa consentire a questa povera gente di essere trattata come degli esseri umani. Attualmente vivono rinchiusi e reclusi in una struttura orrenda, degna dei lager e dei gulag non di uno Stato di diritto quale dovrebbe essere l'Italia.
Per frenare l'immigrazione clandestina non servono simili strutture, ma controlli più efficaci alle frontiere.
Una volta che l'extracomunitario entra nel territorio italiano - sempre in base al principio di reciprocità ex artt.10 e 11 Costituzione logicamente - devono essergli garantiti tutti i diritti che spettano a qualunque cittadino residente sul territorio italiano.
In fondo, chi passa la frontiera (tranne i casi di delinquenti che vi entrano per delinquere) non credo debba godere meno diritti di un mafioso pluriomicida che per il solo fatto di pentirsi viene stipendiato dallo Stato e dai contribuenti!

Raffaele Ferraresso

 

 

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