Lo scorso 21 giugno il Vice Procuratore generale della Corte dei
conti per il Lazio Angelo Canale, al termine della fase istruttoria
concernente irregolarità nella gestione dei fondi pubblici presso il
Campo di Valona e dopo aver acquisito un articolato rapporto della
Guardia di Finanza, ha citato in giudizio per danni allo Stato l'ex
sottosegretario di Stato Francesco Barberi, l'ex capo di Dipartimento
della Protezione civile Andrea Todisco, i dipendenti della Protezione
civile Mario Simonelli, Luciano Tenaglia, Silvia Lucatelli, e il
volontario Alessandro Mobono. Sono stati accertati danni diretti -
riferiti al solo campo di Valona - per oltre 700 milioni e danni
all'immagine dello Stato per almeno un miliardo, immagine lesa dalle
vicende di carattere penale relative alla falsificazione del "registro
di contabilità" di Valona. Il magistrato della Corte dei Conti ha
lavorato a stretto contatto con il PM della Procura di Bari, dottor
Emiliano, che ha condotto le indagini sul fronte penale ipotizzando i
reati di peculato aggravato, favoreggiamento, occultamento, uso e
falsificazione di atto pubblico. Il processo è fissato per l'8 marzo
2001, mentre sono in corso accertamenti su altre fattispecie di danno
connesse alla Missione Arcobaleno. Ecco alcuni stralci della
citazione in giudizio del Procuratore Canale.
Anomalie nel registro di contabilità
Il governo complessivamente destinò alla Missione Arcobaleno gestita
dalla Protezione Civile oltre 100 miliardi tratti dal bilancio statale.
[…] nel corso di un'audizione personale il Cherubini (capo della
Delegazione Diplomatica Speciale in Albania) consegnava copia di alcuni
atti particolarmente significativi: in particolare il diplomatico
consegnava una nota del 3 aprile 1999, priva di protocollo, su carta
intestata della Delegazione Diplomatica Speciale (Dds) con la quale
Barberi aveva delegato l'architetto Massimo Simonelli ad autorizzare
qualsiasi spesa relativa alla Missione Arcobaleno (a valere sui fondi
accreditati alla Dds) e a disporne la successiva liquidazione. Giova
ricordare che l'atto in parola costituisce l'unico atto formale di
nomina di Simonelli alle dette funzioni tipicamente dirigenziali.
Procedure e autorizzazioni di spesa che avevano negativamente colpito il
Cherubini. […]
Secondo gli atti della procura di Bari: "E' assolutamente certo
e provato che il responsabile del campo di Valona ha avuto il diretto
maneggio di circa 700.000 dollari: le indagini penali indicano
inequivocabilmente che il registro di contabilità del campo è stato
contraffatto per "far quadrare i conti" (ed è del tutto ovvio
che si ricorre alla contraffazione per occultare fatti contabili
irregolari, spese illecite, ingiustificate erogazioni) ". Con
rapporto dell'11 aprile 2000 il Nucleo Polizia tributaria della Guardia
di Finanza consegnava le proprie conclusioni relativamente alla
documentazione contabile del campo di Valona in cui si afferma: "Sono
state rilevate numerose e gravi anomalie… in particolare riguardo
669.201.360 milioni di lire (tra accrediti non contabilizzati e spese
contabilizzate ma senza alcuna documentazione probatoria". (…)
In base ai riscontri della Guardia di Finanza, si ritiene che il
"registro contabilità" del campo di Valona sia stato
elaborato "a posteriori", con l'intento non solo di occultare
l'operazione del Simonelli ma anche di far quadrare i conti. Un intento
tra l'altro miseramente naufragato visto che i conti non tornano affatto.
E' accertato che parte delle fatture e delle bollette di consegna non
sono vere, si riferiscono cioè a prestazioni inesistenti. […]
Il danno provocato dagli imputati è in realtà un danno
incalcolabile per l'immagine dello Stato. La missione Arcobaleno, e per
essa la Protezione civile, è uscita fatalmente offuscata dalla
sconsiderata e disinvolta gestione amministrativa - contabile del campo
di Valona, dagli oscuri rapporti con il boss albanese Rhami Isufi, dalla
falsificazione del cosiddetto registro di contabilità, dai 48.000
dollari "presi in prestito" dal Simonelli […].
Il Cherubini in una lettera del 22 maggio 1999 segnalava al
sottosegretario Barberi, che vi fossero situazioni "sregolari".
Le fasi di pagamento erano sempre autorizzate dall'architetto Simonelli
sulla base dell'autorizzazione rilasciatagli da Barberi. In un
interrogatorio a Cherubini il pubblico Ministero Canale chiede:
"era Barberi che si occupava di questi problemi in prima
persona?". Risposta: "Si".
Incompetenza
Nel corso dell'interrogatorio di persona informata dei fatti svoltasi
in Tirana l'11 febbraio 2000 i PM chiedevano al signor Cantarella, che
coadiuvava il dottor Cherubini, se a lui risultava che le spese del
campo di Valona fossero particolarmente elevate: al che il teste
rispondeva affermativamente. "Una volta ci arrivò una richiesta di
20 milioni di lek, che ci sembrava veramente fuori da ogni logica […]
io e il consigliere Palese andammo dall'architetto Simonelli, facendogli
presente che questa richiesta ci sembrava veramente eccessiva, tant'è
che Simonelli rivide il tutto e mi sembra che scrisse su un foglio,
cancellando a penna questi 20 milioni, "ok, 5 milioni"".
PM Emiliano: "da 20 milioni a 5 milioni?". Cantarella: "Si".
PM Emiliano: "cioè la gente non ha mangiato? Voglio dire, se
queste somme […] servivano per pagare carne, uova, verdure ecc., io
devo pensare che la richiesta fosse parametrata alle esigenze alimentari
[…] per cui dico… 20 milioni, no 5… quindi stanno digiuni?".
Cantarella: "questo me lo sono chiesto anch'io…".
Si può persino sottacere il fatto che Simonelli, messo a capo di una
struttura di tale importanza, fosse un modesto VII livello; si può
ignorare che fosse "un invalido civile" (e a tale titolo era
stato assunto anni prima dalle Poste), con ridotte capacità lavorative;
che il Tenaglia fosse un V livello con mansioni di "autista" e
che lo stesso fosse stato, anni prima, assunto come operaio dal
Ministero della Difesa. Su tutto ciò si può sorvolare se il Simonelli
e il Tenaglia avessero, nella sostanza, dimostrato di possedere
capacità ed esperienza di complesse gestioni amministrative e contabili.
Invece, gli atti dimostrano che non avevano alcuna pregressa esperienza
amministrativa.
[…] L'opinione del PM - confortata dagli atti - è nel senso di
ritenere che il Simonelli godeva di piena e diretta fiducia del
professor Barberi, che lo volle a capo della Missione. Quanto al
Tenaglia, sembra che egli fu designato dallo stesso Simonelli, con il
quale era in stretti rapporti di amicizia. Tuttavia la scelta del
Tenaglia non fu in alcun modo osservata dal Dipartimento, e si può
ritenere che fu nella sostanza condivisa al massimo livello.
Le responsabilità di Barberi
Al prof. Barberi si imputa in generale di aver
sottovalutato gli aspetti amministrativi e contabili della Missione
Arcobaleno forse perché la sua attenzione era indirizzata al
conseguimento di un risultato anche personale in termini di immagine. Quel
che è provato è che Barberi non si limitò, in qualità di
sottosegretario di Stato, ad impartire atti di indirizzo contabile, ma si
occupò in prima persona anche delle minute questioni di carattere
amministrativo, sovente sostituendosi nelle funzioni al capo dipartimento.
Appartengono alle responsabilità del prof. Barberi, integrando gli
estremi di colpa grave, l'attribuzione di compiti di natura amministrativo
- contabile e di rilevanti poteri di spesa a soggetti non solo non
qualificati a stretto rigore di legge, ma nella sostanza.
Missione Arcobaleno offuscata
La missione Arcobaleno - e per essa soprattutto la Protezione Civile -
è uscita fatalmente offuscata dalla sconsiderata e disinvolta gestione
amministrativo - contabile del campo di Valona, dagli oscuri rapporti con
il "boss" albanese Rhami Isufi, dalla falsificazione del
cosiddetto registro di contabilità, dalla vicenda dei 48.000 dollari
"presi in prestito" dal Simonelli e convulsamente "restituiti"
ad indagine penale avviata, dai goffi tentativi di occultare la prova
della falsificazione del registro.
Nel cosiddetto "immaginario collettivo" ormai gli aspetti
positivi, e ve ne sono stati, della Missione Arcobaleno sono stati posti
in secondo piano dal cosiddetto "scandalo"; un tale fatto non
rende giustizia alla reale proporzione degli eventi, giacché è indubbio
che il cosiddetto !"scandalo" è proporzionalmente ben poca cosa
rispetto alla Missione Arcobaleno complessivamente considerata; ma non
occorre essere esperti di sociologia per comprendere che proprio il grande
risalto attribuito alla Missione […], il suo carattere per così dire
"morale" hanno avuto un effetto moltiplicatore delle reazioni
negative… Insomma la "gente" ha avuto la sensazione di
trovarsi al cospetto di ladri della peggiore specie, di ladri di elemosine.
Alcune conclusioni
In seguito ai fatti di Valona, queste sono state le conseguenze per le
persone sotto accusa: Barberi è stato nominato direttore dell'Agenzia di
Protezione civile, Simonelli è stato assunto alla Presidenza del
Consiglio e Todisco nominato direttore del Servizio geologico.
Barberi si è sempre rifiutato di dimettersi, appellandosi ad un "paghi
chi ha sbagliato", nonostante che il PM della Corte dei Conti, Canale,
lo abbia rinviato a giudizio con più di un capo di accusa.
Il vice procuratore della Corte dei Conti, Angelo Canale, ha commentato
che "in altre circostanze altri funzionari rinviati a giudizio dalla
magistratura contabile si erano auto sospesi", ed ha aggiunto:
"un fatto che mi sorprende è il silenzio sulle nostre conclusioni,
sia da parte della stampa che delle istituzioni. Eppure ci sarebbe materia
per fare qualche riflessione."