Il Volontariato online

 














 

  

IL VOLONTARIATO NELLA STAMPA QUOTIDIANA ITALIANA

 

Ricerca a cura di: Vita Comunicazione cooperativa sociale
Équipe di analisi e valutazione: Barbara Galmuzzi, Piero Bassi, Cristina Barbetta
Coordinamento e testi: Riccardo Bonacina

 

Criteri e obiettivi della ricerca

Obiettivo primario di questo lavoro è stato di quantificare di quale copertura informativa usufruisca oggi il volontariato e le sue iniziative sulla stampa quotidiana italiana. Trattandosi della prima ricerca di questo tipo a livello nazionale si è scelto di analizzare un campione composito e vasto di testate diffuse sia su tutto il territorio nazionale che su base locale.

Obiettivo derivato è stato poi quello di tratteggiare i modi di questa copertura informativa. La stampa, come è noto, infatti, filtra la realtà organizzando sulla pagina forme e contenuti, selezionando le notizie, gerarchizzandole, dando loro più o meno rilievo nella posizione, nel rilievo grafico, con gli apparati grafici o fotografici di contorno. In concreto la nostra ricerca si è proposta di:

* quantificare la nuda presenza del volontariato e delle sue iniziative in termini di occorrenze. A tal proposito si sono analizzati circa 90 mila articoli procedendo a una ricerca per parole chiave: "Volontariato" e "Volontario/i";

* valutare il rilievo immediato attribuito agli articoli inerenti la nostra ricerca in termini di collocazione nella foliazione del giornale, di impatto grafico e di messa in pagina;

* ricostruire le modalità di argomentazione e gli stili di lettura implicati a livello di titolazione, di uso delle immagini, di articolazione degli articoli;

* identificare quanto il volontariato fosse, oltre che oggetto di interesse, anche soggetto del discorso;

* identificare ed analizzare le principali modalità del linguaggio usato per rappresentarlo.

Per arrivare a questi risultati l'analisi è stata impostata come ricerca quantitativa su cui sono state innestate indagini e riflessioni di tipo qualitativo. Dopo aver quindi selezionato tutti gli articoli dedicati al volontariato e alle sue iniziative è stata approntata una scheda d'analisi per registrare le caratteristiche e il linguaggio di ogni singolo articolo.

1) La scheda d'analisi registra innanzittutto le informazioni generali sull'articolo (data, testata, sezione, pagina) e in secondo luogo è stato trascritto l'ipertesto (occhiello, titolo, sommario) che tanta parte ha nella formazione della pubblica opinione.

2) Nella scheda vengono poi rilevati tutti i dati che permettono di valutare il rilievo dato dalla testata all'articolo (richiamo in prima pagina, posizione in pagina, presenza di elementi di rilievo grafico e iconografia), la tipo logia dell'articolo (servizio di cronaca, breve, editoriale, opinione, letter, ecc.). Insomma tutti quegli elementi che già permettono di passare da una valutazione puramente quantitativa ad una valutazione qualitativa: dal quanto se ne parla al modo in cui si rappresenta il volontariato.

3) È stata rilevata la categoria di appartenenza e il settore di impegno degli organismi di volontariato e dei volontari di cui gli articoli parlavano, indiviaduando venti possibili sottocategorie (diritti umani, famiglie in difficoltà, minori, anziani, disabili, ambiente, ecc.).

4)Infine, si sono individuati i principali soggetti di discorso negli articoli in questione, quei soggetti che hanno cioé esplicitamente diritto di parola, di stare fra virgolette, e i principali usi metaforici e linguistici degli articoli.

Il periodo soggetto a monitoraggio e rilevazione è stato di 33 giorni, dal 16 ottobre al 17 novembre 1998, un lasso di tempo che ha permesso la valutazione di quattro settimane intere e di ulteriori cinque giorni.

Analisi quantitativa

Per valutare quanto il volontariato e le sue iniziative siano presenti come argomento sulla stampa quotidiana abbiamo innanzitutto a disposizione il dato delle occorrenze totali: 328 articoli in 33 giorni che hanno per oggetto il volontariato e i volontari. La media complessiva è di 10 articoli ogni giorno sulla stampa quotidiana italiana (per l'esattezza 9,939), un buon dato che desta qualche sorpresa se si pensa che i 10 articoli al giorno sulle venti testate monitorate significa che la stampa italiana dedica al volontariato un articolo ogni due giorni. Un dato numerico che sottolinea come la copertura sia di qualche rilievo dal punto di vista quantitativo soprattutto se confrontata con la sensazione diffusa, anche tra gli addetti ai lavori, di un assenza di interesse al volontariato in quanto tale e alle sue iniziative dirette sino a non troppo tempo fa: oggi del volontariato si parla, e se ne parla in misura non più marginale. Almeno sui grandi giornali nazionali, e questo è un altro dato sorprendente; mentre nelle 13 testate nazionali da noi analizzate al volontariato vengono infatti dedicati una media complessiva di 8 articoli ogni giorno, le 7 testate locali da noi monitorate dedicano a questo argomento complessivamente neppure 2 articoli al giorno (1,9). Il luogo comune secondo cui la stampa locale essendo più vicina al territorio debba per questo rappresentare meglio le inziative della società civile viene in questa ricerca clamorosamente smentito, indicando anche qualche direzione di lavoro per chi voglia far crescere il rapporto tra volontariato e stampa indicando, per esempio, come sia fondamentale il ruolo di sostegno alla comunicazione che verranno ad assumere i Centri di servizio distribuiti sul territorio, suggerendo come sia molto più sensato prevedere una serie di agenzie territoriali che una agenzia centralizzata e nazionale. Un altro dato rilevante è quello che riguarda l'andamento della copertura per settimane (complessivamente 4 nel periodo della nostra rilevazione), si potrà notare come sia visibile un solo vero picco di occorrenze (nella prima settimana con 85 articoli) rispetto a una media di 66 per settimana dovuto ad una notizia rilevante per il settore, come la mozione approvata a larghissima maggioranza al Senato il giorno 4 novembre che indicava al Governo Milano come naturale sede della Commissione di controllo (Authority negli articoli) sulle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Sulle testate nazionali rispetto alla media di occorrenze per settimana, 57, 7 articoli, il picco positivo è di 68 occorrenze e quello negativo di 42. Sulle testate locali le cui occorrenze medie per settimana sono di 13 articoli, il picco positivo è di 17 articoli, quello negativo di 6. Un andamento che ci permette di sottolineare come la copertura dell'argomento volontariato, pur nella differenza sostanziale e già sottolineata tra stampa quotidiana nazionale e stampa locale, sia costante nel tempo e frutto di un interesse giornalistico non episodico e ormai abbastanza radicato. L'attenzione al mondo del volontariato e alle sue attività non sembra dunque frutto di esigenze giornalistiche legato ad eventi o notizie di qualche rilievoontingenti e neppure particolare , ma è sostanzialmente costante: tendenzialmente se ne parla tutte le settimane e, con qualche eccezione, tutti i giorni della settimana.

Di particolare interesse nell'analisi della copertura globale dell'argomento volontariato è il dato sulle occorrenze scomposte per testata.

Ma prima di analizzarle varrà la pena sottolineare il criterio con cui sono stati scelti i 20 quotidiani oggetto della nostra ricerca, un criterio del resto semplice: sono state scelti i primi 5 quotidiani italiani per vendita di copie (ovviamente esclusi i quotidiani sportivi) secondo l'ultimo accertamento sulla diffusione della stampa disponibile (dati ADS al 30/4/'98), cioè "Il Corriere della sera" (670 mila copie giornaliere); "La Repubblica" (600 mila copie); "La Stampa" (376 mila copie); "Il Messaggero" (270 mila); "Il Giornale" (240 mila); i 4 principali quotidiani interregionali con decisa valenza nazionale come "Il Resto del Carlino" (200 mila copie al giorno); "La Nazione" (161 mila copie); "Il Giorno" (90 mila copie); "Il Tempo" (70 mila copie); i 2 quotidiani economici anche con l'obiettivo di verificare quanto fosse reale una sensazione diffusa, quella di una particolare attenzione della stampa economica al fenomeno del volontariato anche per la recente legge fiscale e le circolari che l'hanno seguita. Per questo si sono scelti "Il Sole 24 ore" (380 mila copie giornaliere) e "Italia oggi" (50 mila copie). Infine, tra i giornali nazionali si sono scelti due quotidiani che, pur nella loro diversità, sono assimilabili per la particolarità del loro assetto proprietario e per la forte caratterizzazione ideologica della loro finalità giornalistica come "Avvenire" (90 mila copie al giorno) e "Il Manifesto" (30 mila copie). Un panel amplissimo di giornali nazionali che coprono una grandissima fetta delle copie vendute giornalmente in Italia, un campione totale che supera le 3.200.000 copie giornaliere vendute. Per quanto riguarda i giornali locali venduti su base provinciale o interprovinciale abbiamo selezionato sette tra le testate più vendute: "La Gazzetta del Mezzogiorno" (60 mila copie); "L'Eco di Bergamo (56 mila); "Il Giornale di Brescia" (55 mila); "Il Messaggero Veneto" (53 mila); "L'Arena" (51 mila); "La Gazzetta di Parma" (46 mila) e "La Provincia di Cremona" (30 mila copie), per un totale di campione di oltre 350 mila copie vendute giornalmente.

Le occorrenze per testata non fanno che confermare, sotto l'apparente variabilità dei dati, una certa costanza dell'attenzione. Verso l'alto per i quotidiani nazionali e verso il basso per quelle locali Delle tredici testate nazionali ben sei stanno sopra le 20 occorrenze nei 33 giorni di rilevazione, di cui ben quattro sopra le 30 occorrenze ("Avvenire" e "Corriere della sera" sopra le 40, "Il Giorno" e "La Repubblica" tra le 30 e le 40; "Il Resto del Carlino" sopra le 20). Tre quotidiani si attestano nella fascia tra le 10 e le 20 occorrenze (("La Nazione", "Il Messaggero" e "Il Tempo"). Solo quattro testate si collocano nella fascia più bassa, inferiore alle 10 occorrenze nei 33 giorni di monitoraggio ("Italia oggi" con 8 occorrenze, "Il Manifesto" con 6, "Il Sole 24 ore" con 5 e, in ultima posizione, "Il Giornale" con una sola occorrenza). Molto meno forte è la forbice delle occorrenze sui quotidiani locali dove il picco massimo è toccato dalla "Provincia di Cremona" con 15 occorrenze nei 33 giorni e quello minimo de "La Gazzetta del Mezzogiorno" e "Messaggero Veneto" con 7 occorrenze. Dati che possono suggerire una parziale conclusione: di volontariato non ne parla soltanto qualcuno, ma ne parlano quasi tutti e ne parlano abbastanza.

Anche dall'analisi orizzontale delle occorrenze, cioè per giorni della settimana (vd. Tab. 6 e 6 bis), conferma la costanza nell'attenzione, la distribuzione abbastanza omogenea degli articoli durante tutti i giorni della settimana. Nella stampa quotiamo non esiste, insomma, una giornata del volontariato. Per le testate nazionali si può notare un picco di occorrenze nella giornata di domenica (49 articoli nelle quattro domeniche) e una depressione di occorrenze nella giornata di giovedì (solo 22 occorrenze nei quattro giovedì presi in considerazione). Mentre nelle testate locali il picco è registrato nella giornata di martedì (11 occorrenze) e la giornata più depressa è il mercoledì (solo 5 occorrenze nei quattro mercoledì considerati).

Ritornando all'analisi verticale delle occorrenze, cioè per singola testata (vd. Tab. 7), è possibile stilare una classifica dell' attenzione dei singoli quotidiani all'argomento volontariato. Primo in classifica è "Avvenire" che al volontariato e alle sue iniziative dedica più di un articolo al giorno (1,3), un dato non sorprendente perché esperibile da qualsiasi attento lettore di quotidiani, ma che può permettere qualche ragionamento se paragonato all'altro quotidiano assimilabile per la forte caratterizzazione ideologica della propria missione giornalistica, "Il Manifesto" che invece si attesta in terz'ultima posizione, undicesimo u 13 testate nazionali, poiché al volontariato e alle sue iniziative dedica solo una quota di 0,182 articoli al giorno, cioè una quota di attenzione pari a un settimo di quella di Avvenire. Un raffronto sorprendente se si considera che le due testate dovrebbero rappresentare le due anime maggioritarie nell'universo del volontariato nel nostro Paese, quella di ispirazione cattolica e quella della sinistra sociale. Se "Avvenire" sembra scegliere la strada di rappresentare e raccontare le iniziative e le istanze di una sicura fetta del suo pubblico potenziale di lettori, altrettanto pare non potersi dire de "Il Manifesto".

Sorprendente e del tutto inaspettato è, invece, il grado di attenzione e di continuità con cui i primi tre quotidiani italiani per diffusione e autorevolezza raccontano il volontariato: "Il Corriere della sera" si attesta al secondo posto con una quota di articoli (1,212 articoli al giorno) solo leggermente inferiore a quella di "Avvenire"; "La Repubblica" si colloca al quarto posto con la media esatta di un articolo al giorno e "La Stampa" al quinto posto con una quota leggermente inferiore, 0,939 articoli al giorno. Dati che sottolineano l'indubbio rilievo che l'universo del volontariato ha assunto anche agli occhi dei principali media italiani entrando a far parte in maniera stabile dell'agenda informativa. Una buona media di occorrenze giornaliere registrano anche i quotidiani interregionali a rilievo nazionale: "Il Giorno" si colloca al secondo posto della classifica con più di un articolo quotidiano (1,121) e attorno ad una media di un articolo ogni due giorni si collocano "Il Resto del Carlino" (0,636); "La Nazione" (0,455) e "Il Tempo" (0,394). La stessa percentuale media è registrata da "Il Messaggero", mentre all'ultimo posto si colloca "Il Giornale" con un solo articolo espressamente dedicato al volontariato in 33 giorni (media giornaliera 0,03). Smentendo una sensazione diffusa, i due quotidiani economici si collocano nelle zone basse della nostra classifica di attenzione: "Italia oggi" (0,242 articoli al giorno); "Il Sole 24 ore" (0,152). Cifre che evidenziano come l'attenzione al volontariato dei giornali economici sia ancora episodica e limitata alla presentazione e al commento delle leggi fiscali e di ricerche sul rilievo occupazionale del Terzo settore.

Analisi qualitativa

Se l'analisi sulla sola presenza dell'argomento volontariato è stata in grado di dire già molto e di fornire più di un'indicazione certa, l'analisi qualitativa sul trattamento dell'argomento volontariato può dirci ancora meglio quale sia oggi il ruolo del volontariato nella pratica informativa dei quotidiani italiani. L'analisi qualitativa provvederà a delineare il ruolo del nostro argomento nella gerarchizzazione delle notizie valutando le rilevazioni da noi fatte in termini di collocazione nel giornale e di impatto grafico delle notizie inerenti.

Un primo dato clamoroso, da questo punto di vista, è quello che ci dice che nei 13 giornali quotidiani nazionali il volontariato e le sue iniziative sono finiti in prima pagina per ben 14 volte, non solo, per altre 24 volte articoli sull'argomento collocati nelle pagine interne dei quotidiani si meritavano un richiamo in prima pagina. Insomma il volontariato, nei tretatre giorni della nostra ricerca, sta in prima pagina per ben 38 volte. E ancora, per altre 36 volte all'argomento volontariato è dedicato il cosiddetto "Fatto del giorno", cioé uno dei temi solitamente trattati nelle prime pagine del quotidiano. Sui 33 giorni presi in considerazione, quindi, per ben 74 volte il volontariato è trattato dai quotidiani nazionali come notizia e argomento di primario interesse. Il volontariato non solo è quindi entrato a far parte dell'agenda informativa dei media ma viene anche presentato come argomento interessante, quasi di tendenza. Il record delle occorrenze in prima pagina (tra titoli e richiami) è de "Il Resto del Carlino" che piazza l'argomento in prima per ben 11 volte, seguono "Avvenire" e "Il Giorno".

Continuando la nostra lettura dei dati rilevati nell'analisi qualitativa, la tendenza dei quotidiani a considerare il volontariato argomento importante è confermata dal fatto che la stampa nazionale dedica al tema ben 16 commenti di esperti o editorialisti nel periodo della ricerca. Il volontariato è considerato importante e di tendenza e quindi un fenomeno da capire meglio, il volontariato acquista un rilievo anche concettuale. Non a caso i Commenti sono più frequenti compaiono sui più diffusi e autorevoli quotidiani: 3 su "Il Corriere della sera" e "La Stampa", 2 su "La Repubblica". Un ulteriore dato a conferma di questa tendenza è il fatto che il volontariato esce quasi completamente dal recinto delle notizie brevi e dei box (solo 8 occorrenze su 266) e conquista posizioni in pagina che non gli erano consuete (di spalla per 85 volte, in apertura 76 volte). Segno di interesse e di importanza anche il fatto che quasi il 50% degli articoli sia corredato da un apparato iconografico (116 volte), fotografie, grafici e illustrazioni che evidentemente contribuiscono a dare importanza e visibilità agli articoli in questione. Un dato significativo è che il volontariato comincia ad essere oggetto di trattamento non solo nelle pagine di cronaca ma anche di economia (5 volte) e per una volta anche nella pagina di politica. Da notare, infine, come nei 13 quotidiani nazionali il volontariato sia protagonista per 47 volte nella Cronaca nazionale e per ben 127 (circa il 50% delle occorrenze) nelle pagine di Cronaca locale dei grandi quotidiani.

Una copertura che da sola non può giustificare il fatto che i quotidiani locali siano in assoluta controtendenza rispetto alla stampa nazionale, non solo nel numero di occorrenze come abbiamo già visto, ma anche nella gerarchizzazione dell'argomento volontariato. Non sempre piccolo è bello e più vicino al cittadino. Su 66 occorrenze solo 5 volte il volontariato arriva in prima pagina nei quotidiani locali, altre 6 volte viene trattato come "Fatto del giorno", ma il più delle volte l'articolo è collocato come Spalla (22 volte) e non d'apertura (7 volte) o in taglio basso (16 volte). Nel 75% delle occorrenze il volontariato è preso in considerazione per le sue iniziative nelle pagine dei singoli comuni e non nella parte generale del quotidiano locale. Insomma sulla stampa quotidiana locale il volontariato continua ad essere una notizia tra le tante a forte connotazione localistica, l'iniziativa dell'associazione vale come la sagra di paese e molto meno dell'intervista all'assessore. L'unico segnale che fa sperare in un inversione di tendenza è il buon numero di commenti ospitati dai quotidiani locali, quasi il 10% delle occorrenze. Quasi il messaggio fosse: stiamo studiando e cercando di capire se le iniziative del volontariato possano essere una notizia e un argomento.

Nella nostra analisi qualitativa abbiamo cercato di individuare a quali argomenti venisse associata la rappresentazione del volontariato, sia per capire in quali settori della vita sociale e collettiva venisse di più percepita la necessità dei volontari, sia per capire quanto il volontariato fosse preso in considerazione in sé, come fenomeno di nuova socialità e di cittadinanza attiva e quanto invece venisse rappresentato e raccontato in quanto parte di fenomeni di emergenza sociale (vd. Tab. 9 e 9 bis). Anche in questa parte di ricerca si conferma il dato che già abbiamo da più punti di vista sviscerato: il volontariato interessa in sé, in quanto fenomeno sociale nuovo in quanto pratica di cittadinanza attiva, non si parla di volontariato solo in caso di emergenze e calamità. In quasi il 13% delle occorenze sulla stampa nazionale (cioé in 33 articoli) il fenomeno del volontariato è raccontato come argomento proprio, come dinamica sociale, come fattore di sviluppo e insieme di solidarietà.

Per quanto riguarda i settori d'intervento del volontariato che paiono fare più breccia sulle pagine dei grandi giornali nazionali con un consistente numero di occorrenze, sono: le esperienze di auto aiuto e di sostegno ai malati di Aids (17 articoli); l'importanza del volontariato nelle esperienze di cooperazione internazionale e di cooperazione sociale (14 articoli); l'impegno a favore degli immigrati (14 articoli) e dei soggetti anziani (11 occorrenze); il sostegno a soggetti detenuti o ex carcerati (11 articoli); il sostegno ai minori disagiati echi soffre di dipendenze di alcol e drogra (9 occorrenze per tema). Molti articoli raggruppati sotto la voce "Altro" nella tabella 9, sono dedicati a cronache o resoconti di iniziative delle associazioni di volontariato, molte le occorrenze anche per le iniziative di raccolta fondi (9). Insoma la stampa nazionale dimostra anche una certa attenzione anche alla vita associativa del mondo del volontariato con un totale di 27 occorrenze, per una percentuale dell'11% sul totale degli articoli apparsi in 33 giorni. Attenzione alla vita associativa e sua cronaca che diventa del tutto preminente nei 7 quotidiani locali monitorati nella nostra ricerca, quasi il 65% delle occorrenze sui giornali locali sono infatti dedicati alle raccolte fondi (10 articoli); al rendiconto o all'annuncio delle inziative del voltariato (33 articoli che nella Tab. 9 bis abbiamo raggruppato sotto la voce "Altro"). Interessante rilevare che anche sui quotidiani locali sono le esperienze di sostegno ai malati di Aids ha conquistarsi più frequentemente un posto in pagina.

L'ultimo capitolo della nostra analisi qualitiva mirava a capire quanto il volontariato, oltre ad essere diventato occasione esso stesso di notizia e argomento di primario interesse, avesse diritto di parola nel raccontarsi, quanto fosse diventato non solo oggetto del discorso ma anche soggetto della propria rappresentazione. Ebbene il risultato dell'indagine sulle 13 testate nazionali è da questo punto di vista davvero sorprendente poiché se è vero che per il 39,2% (89 articoli su 266) dei casi è, come ovvio, il giornalista a raccontare il volontariato e le sue inziative, al secondo posto troviamo i volontari stessi a raccontare e a raccontarsi, il 26,8% delle occorrenze (in 61 articoli), a prendere poi parola sul volontariato sono, nello stesso ordine di grandezza, la Chiesa (22 occorrenze) e gli esperti (22 occorrenze). È secondo noi uno straordinario risultato che siano oggi i volontari soggetti di un discorso e di una rappresentazione che li riguarda; il mondo del volontariato non è dunque solo un mondo di cui si parla ma piuttosto sta diventando un mondo a cui si dà la parola.

Un risultato ancor più accentuato nella stampa locale dove il volontariato è soggetto del discorso ancor più del giornalista: nel 36,4% dei casi (27 occorrenze) rispetto al 18,9% (in 14 articoli) dove è il giornalista a raccontare e il volontariato resta solo oggetto della rappresentazione. Un peso maggiore che sui quotidiani nazionali ha, a livello locale, la voce della Chiesa e dei suoi rappresentanti (nel 19% d elle occorrenze).

Conclusioni

Dopo aver valutato e analizzato per 33 giorni 20 testate quotidiane nazionali e locali cercando di capire la copertura informativa data all'argomento volontariato e la qualità di questa rappresentazione, possiamo trarrele seguenti conclusioni:

* Oggi la stampa quotidiana parla di volontariato e ne parla in misura non più marginale;

* È stata rilevata una certa arretratezza della stampa locale rispetto ai grandi quotidiani nazionali sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo;

* La copertura dell'argomento volontariato tende ad essere costante nel tempo e frutto di un interesse non episodico ma ormai abbastanza radicato. L'attenzione al mondo del volontariato e alle sue attività non sembra frutto di esigenze giornalistiche contingenti e neppure legato ad eventi e notizie particolari, ma è sostanzialmente costante:

* Il volontariato è sempre più trattato, dai giornali nazionali, come notizia e argomento di primario interesse. Attraverso l'intervento di editorialisti ed esperti acquista anche un certo rilievo concettuale e culturale;

* Il volontariato, infatti, interessa sempre più non in quanto legato ad episodi di emrgenza sociale, ma come fenomeno di socialità nuova, pratica di cittadinanza attiva, come fattore di sviluppo e insieme di solidarietà;

* Oltre ad essere considerato argomento di interesse notevole, il volontariato è sempre più soggetto del discorso che lo riguarda.

Senza alcuna pretesa scientifica è però interessante osservare quali siano le parole più ricorrenti quando si parla di volontariato, le modalità del linguaggio usato, la percezione che la stampa ha delle sue iniziative e attività.

È da questo punto di vista curioso notare che le parole più usate e ricorrenti negli articoli oggetto della nostra ricerca per qualificare le caratteristiche dell'impegno volontario e il volontariato sono: impegno, prossimità, giustizia, carità, solidarietà, generosità, bontà, amicizia, valori. Parole ricorrenti negli articoli che qualificano il volontariato in maniera abbastanza propria.

Anche la percezione di quale sia la qualità e la finalitàdelle attività del volontariato è definita con termini appropriatin e riccorrenti come: reinserimento, aiuto, nuove relazioni, accoglienza, formazione.

Un'ulteriore annotazione è la presenza di molte cifre in tanti articoli, cifre che dicono di quanto stia crescendo il fenomeno dell'impegno volontario. I dati Istat, Doxa, Cergas-Università Bocconi sono spesso oggetto del discorso e insieme spunto per enfatizzare la crescita di un fenomeno e per giustificare quindi l'attenzione prestata. I volontari sono tanti, un esercito (scrivono alcuni con stridente associazione), ed anche negli articoli riguardanti la vita associativa viene enfatizzato il dato della quantità (ressa, centinaia di iscrizioni, centinaia di donatori, ecc).

Infine l'articolo più curioso, ma non per questo non pertinente, dei 329 analizzati che riguarda senza ombra di dubbio l'esperienza dei "volontari del campo santo" apparso su "La Nazione" del 3/11/98, che raccontava l'esperienza di alcuni cittadini che si erano associati liberamente per ridare dignità al cimitero della loro zona.

 

 

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