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da Il Giornale lunedì 14 agosto 2000 
Cronaca di Milano - pag 30 - Maurizio Giannattasio

 

Così Milano guiderà il volontariato

Ecco tutti i compiti che spetteranno all’authority con sede in città

 

Manca ancora la pubblicazione sulla Gazzetta, ma la notizia è ormai ufficiale: Milano è diventata la sede dell’authority del volontariato.

Un riconoscimento fortissimamente voluto, strappato quasi con le unghie da tutto il mondo del non profit lombardo. E già circolano le voci dei possibili candidati alla presidenza : Giovanna Rossi Schumè, Salvatore Pettinato, Stefano Zamagni, Giorgio Fiorentino, tutti docenti universitari di economia non profit. Ora c’è. Resta da capire che cosa sarà, quali saranno i suoi compiti, se dovrà limitari a una sorta di controllo fiscale della realtà associazionistica o avrà anche una forza propulsiva per tutta la rete delle onlus nazionali. qui si gioca la sfida principale. Qui si comprenderà se le pressanti richieste di Milano avevano un senso oppure era meglio lasciare la sede dell’authority all’interno del ministero delle finanze . La legge 662 del 1996 i limita a pochi commi. Spiega che l’organismo di controllo opera sotto la vigilanza della presidenza del Consiglio e del ministro delle Finanze . Il suo compito è quello di garantire "anche con emissioni di pareri e di deliberazioni e deliberazioni, l’uniforme applicazione della normativa sui requisiti soggettivi e sull’ambito di operatività rilevanti per gli enti del terzo settore. Che significa ? Che l’authority dovrà fare rispettare i decreti del governo sulla disciplina tributaria degli enti non commerciali in materia di imposte dirette e indirette. E dovrà operare una cernita tra chi è veramente non profit e chi invece usa il paravento del terzo settore per accumulare ricchezze. Non un lavoro da poco: basta pensare che uno stanzone del Ministero delle finanze di Roma è occupato da 25mila autocertificazioni di imprese che chiedono di poter accedere alle agevolazioni previste per il terzo settore. Dunque, come ogni authority, il compito principale è quello di controllo soprattutto per quello che riguarda la parte fiscale. ma potrà anche avere un compito propositivo ?

Potrà essere il garante di quella realtà infinita e varia sparsa in tutta Italia Ma soprattutto in Lombardia e a Milano ?

E’ quello che si augura Massimo Ferlini, presidente della Compagnia delle opere di Milano e provincia, una realtà che conta 2000 imprese non porfit, di cui il 50% in Lombardia : " Speriamo che nel dettare i confrini tra il vero non profit e i furbi, l’authority con una mano l’arretratezza italiana in questo settore. Perché non sono sufficienti i riconoscimenti fiscali, bisogna pensare anche e soprattutto agli investimenti. In Italia c’è una legge a metà : il non profit viene riconosciuto anche con l’authority, ma allo stesso tempo non viene riconosciuta l’utilità sociale e quindi non vengono favorite le imprese che operano in questo settore. E’ una parte della legge che manca" .

Ecco, uno dei compiti che potrebbe assolvere l’organismo di controllo : "Speriamo che l’athority, facendo la sua selezione, diventi uno strumento propulsivo ".

Sulla stessa lunghezza Riccardo Bonacina, direttore di Vita "L’authority è un termine giornalistico ma in realtà si tratta di una commissione di vigilanza. Tutta la nostra battaglia è stata proprio su questo punto: non limitarsi a questo, altrimenti poteva restare tranquillamente a Roma in qualche ufficio del Ministero delle Finanze. Da sempre chiediamo che oltre ai compiti di vigilanza ci siano compiti di indirizzo e di ricerca ". Un esempio ? " La legge ha stabilito che le donazioni sono defiscalizzate in parte. Sembrerebbe una vera rivoluzione. Invece è una beffa : su un miliardo la defiscalizzazione è di 760mila lire. Un’assurdità. ".

Don Virgilio Colmegna, direttore della Caritas ambrosiana coglie le stesse preoccupazioni, ma pone l’accento sulle piccole associazioni di volontariato : " Il suo compito principale è quello di fare sì che all’interno della realtà non profit non intervengano delle realtà che non profit non sono . ma noi auspichiamo che acquisti anche un ruolo di promozione del volontariato e metta in rete tutte le sapienze che sorgono, favoriscano associazionismo e volontariato, abbia quindi un compito promozionale e di messa in rete di tutte le esperienze che sorgono. Ma anche nell’ambito fiscale i possono fare cose importanti : aumentando gli incentivi per le donazioni anche alle realtà più piccole. Altrimenti, c’è il rischio che associazioni radicate tra la gente possano scomparire".

 

 

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