Ci ha sorpreso non poco il coro di cassandre che si è
levato da quelli che i media definiscono i colossi del volontariato, subito dopo il varo
del disegno di legge che riforma il servizio militare.
Ed è risultato, a nostro avviso, particolarmente
sconvolgente ed umiliante prendere atto che molti attribuiscano al varo di un servizio
civile obbligatorio un miglior futuro per lo Stato sociale italiano. Certamente
lesercito degli obiettori ha offerto finora un contributo importante al mondo della
solidarietà. Non sono state poche, tuttavia, le organizzazioni di volontariato, che nel
corso dellultimo periodo, hanno fatto volentieri a meno di un impegno degli
obiettori, che si rivelava nella maggior parte dei casi, scarsamente motivato.
E importante precisare, inoltre, che
lobiezione di coscienza non coincide con il volontariato.
Per quanto complementari essi, infatti, rappresentano
attualmente due mondi complessi, diversi e distinti , che soltanto linadeguato
trattamento che la pubblica istituzione ha riservato ad entrambi, riesce, talvolta, ad
unire. Il servizio civile avrà tutto da guadagnare quando i giovani saranno pienamente
responsabili e liberi di scegliere.
E saranno proprio tali scelte consapevoli a determinare
un miglior futuro dello stato sociale italiano, che attualmente risulta ancora appesantito
e penalizzato da un fastidioso fardello: quello rappresentato da quelle organizzazioni,
che, oggi, non hanno risparmiano certo il fiato delle proprie trombe, mostrando
levidente preoccupazione di voler salvaguardare soprattutto i propri apparati.
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