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VERSO IL SERVIZIO CIVILE LIBERI DI SCEGLIERE

 di Alfonso D’Ippolito
membro Osservatorio regionale del volontariato

 

Ci ha sorpreso non poco il coro di cassandre che si è levato da quelli che i media definiscono i colossi del volontariato, subito dopo il varo del disegno di legge che riforma il servizio militare.

Ed è risultato, a nostro avviso, particolarmente sconvolgente ed umiliante prendere atto che molti attribuiscano al varo di un servizio civile obbligatorio un miglior futuro per lo Stato sociale italiano. Certamente l’esercito degli obiettori ha offerto finora un contributo importante al mondo della solidarietà. Non sono state poche, tuttavia, le organizzazioni di volontariato, che nel corso dell’ultimo periodo, hanno fatto volentieri a meno di un impegno degli obiettori, che si rivelava nella maggior parte dei casi, scarsamente motivato.

E’ importante precisare, inoltre, che l’obiezione di coscienza non coincide con il volontariato.

Per quanto complementari essi, infatti, rappresentano attualmente due mondi complessi, diversi e distinti , che soltanto l’inadeguato trattamento che la pubblica istituzione ha riservato ad entrambi, riesce, talvolta, ad unire. Il servizio civile avrà tutto da guadagnare quando i giovani saranno pienamente responsabili e liberi di scegliere.

E saranno proprio tali scelte consapevoli a determinare un miglior futuro dello stato sociale italiano, che attualmente risulta ancora appesantito e penalizzato da un fastidioso fardello: quello rappresentato da quelle organizzazioni, che, oggi, non hanno risparmiano certo il fiato delle proprie trombe, mostrando l’evidente preoccupazione di voler salvaguardare soprattutto i propri apparati.

 

 

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