Dopo circa un mese
volevo aggiornarvi un po’ sull’andamento del mio periodo di
volontariato qui in Kenya, al Centro pei diritti umani di Mwingi.
Nonostante le ovvie
difficoltà di adattamento ad una realtà così diversa dalle mie
abitudini tutto sta andando per
il meglio e io mi trovo davvero bene.
La mia sistemazione è decente, quasi di lusso se paragonata agli
standard africani : ho, infatti, l’elettricità e nel cortile c’è un rubinetto da cui posso
prendere l’acqua (non devo andare alla fontana come molti altri qui a
Mwingi).
Per mangiare (colazione pranzo cena) vado a casa di un
ragazzo del centro.
Non mi manca nulla, anzi, tutto è molto
abbondante.
Sono rimasto
felicemente sorpreso della organizzazione della associazione di
accoglienza e credo di essermi
inserito discretamente bene in questa realtà.
Stiamo portando avanti un progetto finanziato dall’ambasciata
finlandese della durata di un anno con il quale si cerca di aumentare la conoscenza dei diritti umani
tra la popolazione. Ogni settimana si organizza un seminario in una
diversa comunità all’interno del distretto di Mwingi con il quale si fa
una prima alfabetizzazione sui diritti umani e sui problemi legati alla
condizione della donna e delle persone disabili.
Quando è possibile,
ovvero quando i partecipanti al workshop sanno l’inglese, anche io
faccio da “facilitor” spiegando un po’ di concetti base della
dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Inoltre do una mano
nella stesura dei report di questi workshop. Una delle mie più grandi
paure era quella di trovare una realtà disorganizzata o nella quale
non potermi inserire (per fortuna non è così)
I rapporti con le
persone che lavorano al Centro sono ottimi.
Prima di
partire l'associazione durante gli incontri di orinetamento mi aveva
messo in guardia circa il problema del rapporto delle comunità
con i soldi. Finora non c’è stato alcun problema, anzi a volte
mi sento in dovere di offrire qualcosa perché mi pagano sempre tutto
loro. Credo che qualche equivoco sorto con gli altri volontari può
essere stato causato dalla
non conoscenza dell’inglese.
Mi hanno riferito infatti che la maggior
parte degli altri volontari non sapeva bene l’inglese. Anche se credo
che le difficoltà di comunicazione siano state tutte superate poichè qui
tutti hanno un ricordo fantastico dei volontari che mi hanno preceduto
in Kenya prima di me e ne parlano sempre bene !