Serenella Lanciano
Progetto di volontariato in India luglio 2009
Posso
iniziare col dirvi che avevo deciso di intraprendere questo viaggio…non per via
dei miei studi o per il mio lavoro….ma semplicemente perché avendo passato un
periodo in cui sono stata piuttosto giù (e purtroppo questi periodi di tanto in
tanto è normale che ci siano)…avevo capito di aver bisogno di vivere qualche
esperienza un po’ più forte ma positiva e coinvolgente della solita routine
giornaliera, per uscire al più presto dall’apatia in cui ero caduta.
E sinceramente mi sono trovata pienamente soddisfatta della scelta fatta !
Infatti lì
in India ho vissuto avventure fantastiche,…(e per fantastiche intendo
il modo in cui le ho vissute, poiché lì tutto era una novità e quindi tutto
aveva un sapore speciale le cose belle lo sembravano ancora di più …mentre le
cose un pochino più fastidiose che se ci sono state le ho vissute con uno
spirito diverso non facendomi sopraffare da esse, riuscendo ad accettarle per
quello che erano…) Sono, perciò, molto grata per aver vissuto anche queste esperienze
perché mi hanno permesso di maturare un po’ di più!. A questo punto ad esempio
mi verrebbero in mente le tante ore di pullman che mi sono fatta per andare da
Bangalore a Kundapura e viceversa (più di 12 ore).
Se le avessi fatte in Italia
sarei morta di stanchezza mentre in India l’ho vissuta solo come un’esperienza
diversa che a suo modo mi ha interessato !

Una delle cose che più mi sono piaciute e che mi hanno
lasciato qualcosa di importante anche una volta tornata in Italia… è stata la
prima settimana di orientamento perché mi ha permesso di fare amicizia con tanti
ragazzi che come me erano lì quasi tutti alla loro prima esperienza di
volontariato all’estero e quindi si era creata una forte unione e solidarietà
che ha portato a una amicizia che continua ancora ora che siamo tornati ognuno
nei rispettivi paesi di origine. C'erano, infatti, due ragazzi austriaci (fratello e
sorella), una ragazza sud coreana, un ragazzo finlandese, cinque francesi, una
spagnola e una portoghese e poi, oltre a me, c’erano altre 2 ragazze italiane.
Dopo questa prima settimana in cui noi volontari avevamo
vissuto tutti insieme… siamo andati a vivere, dalla seconda settimana, in una host family
indiana.
La mia famiglia era composta dalla signora Victoria, dal figlio poco
più grande di me, dal bassottino Snufy. Ci sarebbe dovuta essere anche un’altra
volontaria tedesca ma proprio in quel mese era ad un campo di lavoro a Bombay e
così ho avuto tutta per me la stanza che avremmo dovuto condividere! La stanza
era davvero graziosa e accogliente. L’altra ragazza, infatti, l’aveva decorata con
tante cosette indiane tutte colorate e che mettevano allegria… Era cose comprate qua e là
durante i mesi passati… sicuramente molte cose erano ricordi dei Festival a cui
aveva assistito…(peccato solo che nel mese di luglio io non sia riuscita a
vederne nessuno… )
Comunque…dalla seconda settimana ha avuto inizio il mio vero e proprio progetto:
il mio compito è stato quello di fare da assistente insegnante nelle Tent School
di Kundapura ( la mattina) e di Tallur (il pomeriggio). Devo dire che si è
trattato davvero di un bellissimo progetto, infatti i bambini erano carinissimi,
vivaci e curiosi….l’unica pecca è stato il fatto che erano piuttosto pochini…ma
questo è stato un problema relativo ai monsoni che nel mese di luglio hanno
portato molte delle loro famiglie (che sono nomadi) a cambiare zona.
Durante le
lezioni non mi è mai mancato l’aiuto sia dell’insegnante che degli altri 2
volontari che facevano il progetto insieme a me (una giapponese e un tedesco) e
perciò anche se non tutti i bambini capivano l’inglese…perciò non ho avuto dei
grossi problemi a comunicare con loro! .. Alla fine eravamo diventati molto
affiatati tra di noi. e, infatt,i ricordo ancora con piacere le molte volte che
l’insegnante ci ha invitato a casa sua a bere una fumante tazza di dolcissimo Chai-Tea
e a provare alcune pietanze che aveva cucinato la mattina per
colazione. A proposito...una cosa importante da imparare al più presto in India
è la parola “saku” (in lingua kannada) e che significa pieno/sazio!
E questo
perché una volta che siete stati invitati a mangiare qualcosina da una qualsiasi
famigliola indiana loro hanno il brutto vizio (ma in senso positivo
naturalmente!) di continuare ad offrirti il bis, tris e quadris con molta
insistenza e se non sei moooltooo chiaro c’è il rischio che ti riempiano
all’infinito il piatto.. e poi lasciarlo lì sarebbe un po’ maleducato!…e non
cambia assolutamente nulla che loro siano ricchi o poveri…le scorte di riso e
chapaty ( qualcosa di molto simile alla nostra piadina)non mancano mai! Mi
ricordo ancora il party organizzato per noi alla Tent School di Tallur dalle
mamme dei bambini…stavamo sotto una tenda bella grande (immagino che fosse la
casa di una delle tante famiglie dato che loro vivevano così!).
Ci avevano
fatto accomodare sopra a dei tappeti ed è stata proprio in quell’occasione che
ho imparato questa parolina “magica”.. Però se prima non lo ripetevi come minimo
mille volte …non aveva ugualmente effetto!!.... .Ah! già! Che mi sono
ricordata!....poveretta la giapponesina Nami… in quell’occasione era diventata
bordò per via delle pietanze troppo piccanti! . . . .è sempre meglio
specificarlo se non ti piace il piccante. . .e comunque non ci sperare che non
lo sia almeno un pochino!
Comunque
tornando al progetto vero e proprio…. bisogna considerare che, a causa del fatto che
i bambini, avevano le età più diverse (dai 5 ai 15 anni all’incirca ) oltre a
insegnare inglese ho dovuto
insegnare un poco anche a leggere e scrivere, soffermandomi di più sui numeri,
le lettere dell’alfabeto inglese e kannada.
Abbiamo cercato di usare il più
spesso possibile dei giochi educativi, come ad esempio diversi tipi di carte da
gioco adatti alla loro età, tra cui i Memory e altri inventati e costruiti
direttamente da noi volontari. Tutto questo per far annoiare il meno possibile i
bambini, invogliandoli a venire a scuola. E a dire la verità erano proprio i
giochi costruiti da noi quelli più apprezzati!
Io sarei
voluta rimanere più a lungo....purtroppo un mese per quanto può sembrare
lungo…una volta immersa nella vita del posto…vola via in un attimo…ed è brutto
allontanarsi dai tuoi nuovi amici e dai bambini a cui pian piano ti stai
affezionando sempre di più!...e a ricordare gli occhi tristi di alcuni di loro
quando gli ho detto che l’indomani sarebbe stato il mio ultimo giorno….mi si
stringe ancora il cuore!
Poi un altro
motivo per cui avrei volentieri prolungato ancora un po’ la mia permanenza in
quel paese era per il fatto che avrei voluto visitare molti posti! .. io in
un mesetto sono riuscita ad andare a visitare veramente poco.

Questi sono
stati tutti dei luoghi straordinariamente belli. . . . ma c’è ancora così tanto
da vedere e da scoprire…che presto o tardi ci dovrò assolutamente tornare!...e
pure voi…se un pochino vi ho incuriosito con la mia esperienza…e se già da prima
eravate interessati a conoscere più da vicino questo splendido paese…ma magari
avete paura di non avere una conoscenza della lingua inglese adatta per
intraprendere un viaggio in un posto “tanto lontano”…bè, fatemi dire solo
questo… Io sono partita con una conoscenza dell’inglese non delle migliori! L’avevo sì studiato a scuola…ma si può dire che me la cavavo solo con lo scritto
e dizionario alla mano…..ma lì….sono stata costretta a parlarlo tanto a lungo
(per questo sarebbe consigliabile andare da soli). . . che sono riuscita a
migliorare moltissimo. Se fossi rimasta più a lungo i progressi sarebbero stati
ancora maggiori!. . . Buona fortuna, quindi, per il vostro prossimo viaggio se ci
state pensando…e ricordatevi nessun posto è troppo lontano…perché una volta
raggiunto si tratterà semplicemente della terra, delle persone e delle cose che
vi circondano, di ciò che i vostri occhi possono vedere e i vostri sensi
sentire….perciò a quel punto preoccupatevi semplicemente di vivere la vostra
esperienza nel modo più completo e divertente possibile… Piccoli disagi ci
saranno sicuramente (se non ci sono meglio ancora!) Ma ciò che vi lascerà
un’esperienza del genere sarà qualcosa di immensamente più grande!