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    Giorgio Arturo Berti  

           Progetto di volontariato aprile  2008 - dicembre 2008  
 

In Togo si arriva sempre quando il sole se n'è già andato.
In Togo non appena sbarcati dall'aereo si respira un'aria strana.

Un 'aria che ha il sapore della libertà . Paese strano il Togo.
Dove tutti comunicano e nessuno sa cosa succede al suo più caro amico anche se,  l'amico più caro, è davvero tale, e come tale, viene o verrebbe onorato sempre .
La comunicazione penso sia la cosa più difficile da comprendere, pure se riesci a parlare un po' di  “ewe”. Eppure io comunico, e, mi sento ascoltato e compreso,anche se tuttavia non sono sicuro di cosa gli indigeni,  possano percepire da quello che tento di esprimere.

Devi farne un pacchetto, una media. Se, dopo un po' di mesi noti, magari con stupore o fierezza, che la gente del posto ti sorride, ti saluta al mattino o ti da il ben rientrato la sera ciò significa che quello che volevi trasmettere lo hai trasmesso. Sei riuscito nel tuo intento. Ciò  è già un gran successo.

Non tentiamo mai di imporre le nostre verità, le nostre culture,come se fossero verità predestinate e predefinite. Per vivere bene là, nel profondo del West Africa, basta essere umili e consapevoli che il mondo non ci è mai appartenuto.

Un semplice "buon giorno" o "buona sera",come dicevo, può essere la “password” ideale per trasformare una normale conoscenza nella più profonda amicizia, senza sapere nulla della persona a cui quotidianamente, magari da mesi, hai strizzato l'occhio. Ricordiamoci sempre che la conoscenza è la consapevolezza di fatti, verità o informazioni ottenute attraverso l'esperienza, l'apprendimento di nuove frontiere che spesso hanno tanto da insegnarci .

Sorriso. Risata.

“Common ca va”
“j’arrive”
“On se voi apres”

 Imparare e condividere.

 

Dedicato a Natascia che del West africa se ne intende.

 

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