In Togo si arriva sempre quando il sole se n'è già andato.
In Togo non appena sbarcati dall'aereo si respira un'aria
strana.
Un 'aria che ha il sapore della libertà . Paese
strano il Togo.
Dove tutti comunicano e nessuno sa cosa succede al suo più caro amico anche se,
l'amico più caro, è davvero tale, e come tale, viene o verrebbe onorato sempre .
La comunicazione penso sia la cosa più difficile da comprendere, pure se riesci
a parlare un po' di “ewe”. Eppure io comunico, e, mi sento ascoltato e
compreso,anche se tuttavia non sono sicuro di cosa gli indigeni, possano
percepire da quello che tento di esprimere.
Devi farne un pacchetto, una media. Se, dopo un po' di mesi noti, magari con
stupore o fierezza, che la gente del posto ti sorride, ti saluta al mattino o ti
da il ben rientrato la sera ciò significa che quello che
volevi trasmettere lo hai trasmesso. Sei riuscito nel tuo intento. Ciò è già un gran successo.
Non tentiamo mai di imporre le nostre verità,
le nostre culture,come se fossero verità predestinate e predefinite. Per vivere bene là, nel profondo del West
Africa, basta essere umili e consapevoli che il mondo non ci è mai appartenuto.
Un semplice "buon giorno" o "buona sera",come
dicevo, può essere la “password” ideale per trasformare una normale conoscenza
nella più profonda amicizia, senza sapere nulla della persona a cui
quotidianamente, magari da mesi, hai strizzato l'occhio. Ricordiamoci sempre che la conoscenza
è la
consapevolezza di fatti, verità o informazioni ottenute attraverso
l'esperienza, l'apprendimento di nuove frontiere che spesso hanno tanto da
insegnarci .
Sorriso. Risata.
“Common ca va”
“j’arrive”
“On se voi apres”
Imparare e condividere.
Dedicato a Natascia che del West africa se ne
intende.