Samuele Rosso
Progetto di volontariato in
India – Giugno 2006
Come descrivere in poche parole il mio mese di volontariato in
India?
E’ stata per me un’ esperienza così nuova e importante che mi è
difficile parlarne senza omettere tutta una serie di sensazioni ed
emozioni che con le sole parole non si possono descrivere.

Innanzitutto vorrei ringraziare l’associazione OIKOS ed il suo
“patner” indiano FSL, senza le quali questo non sarebbe stato
possibile, e poi vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno
accolto in India, con le quali ho condiviso le mie giornate e che mi
hanno trattato con una gentilezza e attenzione che non potrò
dimenticare. Grazie!
Il mio primo approccio con l’ India è stato a Bangalore, città
incredibilmente caotica ma ricca di un fascino unico, fatto di vacche
che gironzolano in mezzo al traffico, rickshow gialli e neri, templi
coloratissimi...
Alla sede dell’associazione FSL ho conosciuto una
decina di volontari, come me appena arrivati, e tutti assieme la notte
del 5 giugno siamo partiti in pullman verso Kundapura, un piccolo
villaggio sulla costa sud occidentale dell’ India, dove ci attendeva
una settimana di “orientamento”.
Tutti i progetti di
volontariato coordinati da FSL iniziano, infatti, il primo
lunedì di ogni mese. Ai nuovi volontari viene proposta una settimana in comune in una
sede dell’associazione, per svolgere svariate attività per conoscere
meglio la cultura indiana e le opere di volontariato, prima di
iniziare ciascuno con il proprio progetto.
La settimana a Kundapura è stata davvero piacevole, sia grazie ai
coordinatori di FSL che si sono rivelati davvero simpatici e
preparati, sia per le varie attività che abbiamo svolto: accenni di
yoga, cucina e lingua indiana, storia e religione, medicina
tradizionale, usi e costumi …
E’ stato molto interessante trascorrere
qualche giorno con gli altri volontari, ascoltare le loro motivazioni,
le loro esperienze e aspettative (soprattutto per uno che come me, non
aveva mai fatto niente di simile !)

Abbiamo visitato una scuola per bambini disabili gestita da FSL, in
cui lavoravano alcuni volontari, e dialogato con una famiglia che li
ospitava. Abbiamo ascoltato un medico indiano che ci ha spiegato la
differenza tra la nostra e la loro medicina tradizionale e ammirato
l’arte dell’ hennè.
E' stata una settimana di orientamento, quindi, in un piccolo villaggio di
pescatori in riva all’oceano arabo, vicino alla realtà più rurale e
sicuramente meno turistica dell’ India, e, per questo, ancora più
interessante.
Il progetto che avevo scelto consisteva in attività legate al turismo
e all’ecologia, e si svolgeva a Kannur, nello stato del Kerala,
sempre sulla costa occidentale ma più a sud di Kundapura.
All’inizio della seconda settimana io ed una ragazza giapponese ci
siamo spostati in treno fino a Kannur, dove ci ha accolto un
coordinatore di FSL.
La nuova sede dell'associazione era stata aperta da poco in
questa zona a causa di problemi organizzativi.
Successivamente abbiamo
scoperto dopo pochi giorni che il nostro progetto era saltato.
A dire
il vero la cosa per me non ha costituito un problema, perché durante
quei giorni il nostro coordinatore ha provveduto a mostrarci alcune
località interessanti della zona ed a introdurci alla cultura propria
della comunità locale. E' stata un’occasione in più per stare a
contatto con la gente del luogo e per conoscere meglio il loro mondo !
FSL ha provveduto così ad inserirci in altri progetti: io sono
ripartito da Kannur per Pondicherry, un piccolo stato vicino al Tamil
Nadu, sulla costa orientale.
Ho così attraversato l’India da una costa all’altra, in un viaggio in
pullman interminabile ma decisamente caratteristico ed educativo !
A Podicherry lavora CSC, un’organizzazione Onlus che collabira con FSL:
realizza numerosi progetti, tra cui assistenza ai bambini ed anziani,
istruzione, prevenzione delle malattie e informazione sulla salute,
sensibilizzazione all’ igiene, assistenza e finanziamenti per attività
locali, assistenza alle donne, ricostruzione post Tsunami.
Il mio intervento di volontariato con CSC consisteva nel sostegno a due maestre in
un asilo nido creato dall’ associazione stessa, in un villaggio di
nome Thavalakuppam, a pochi chilometri da Pondicherry:
Qui ho passato le mie giornate con bambini tra i 2 e i 5 anni,
facendoli giocare, insegnando loro i principi basilari dell’inglese,
cantando e facendoli pranzare e dormire. Il dialogo con i bambini era
molto semplice, fatto più che altro di sguardi e gesti. Pensavo fosse
pesante lavorare con un gruppo di bambini. Tale esperienza si è rivelata,
invece,
divertente ed istruttiva e mi ha permesso di avvicinarmi alla loro
cultura e di guardare in modo diverso la nostra.

In altre occasioni ho seguito le attività dell’ associazione nella sua
sede, incontrando tantissime persone diverse ma accomunate tutte dagli
stessi problemi, eppure sempre sorridenti e gentili.
Per due giorni siamo stati ospiti in un villaggio in montagna, in una
zona isolata quanto bella.
Qui CSC, ha iniziato un progetto che
prevede la costruzione di un pozzo, di una scuola e di un centro di primo
soccorso, per soddisfare le necessità primarie degli abitanti in un
posto così privo di qualunque “comodità”.
Mi è rimasta fortemente impressa quella gente, così povera, semplice,
sempre sorridente e disposta a darti quel poco che possiede.
Il mio breve lavoro con CSC è stato molto piacevole.
Le persone che mi
hanno ospitato rimangono scolpite nei miei ricordi.
Si è trattato di un’esperienza bella, che ha cancellato i dubbi che avevo prima della
partenza e che mi ha permesso di aiutare almeno un po’ chi davvero ne
aveva bisogno e che ha ancora molto da insegnare alla nostra società, riguardo ai
valori della vita.